Una vittoria legale importante per OpenAI in Italia: il Tribunale di Roma ha deciso di annullare completamente la multa da 15 milioni di euro comminata dal Garante della Privacy poco più di un anno fa. La sentenza mette fine al procedimento giudiziario, anche se i dettagli delle motivazioni rimangono ancora riservati e non sono stati comunicati al pubblico.

La sanzione era stata irrogata a dicembre 2024 dopo un'inchiesta durata oltre un anno. Il Garante aveva mosso diverse accuse alla società di Sam Altman: in primo luogo, l'assenza di un fondamento legale solido per utilizzare i dati raccolti dal web nell'addestramento dei propri modelli di intelligenza artificiale. A questo si aggiungevano rilievi sulla comunicazione insufficiente verso gli utenti, l'inadeguatezza dei controlli per impedire l'accesso ai minori di età, e il ritardo nella segnalazione di un episodio di violazione informatica risalente a marzo 2023.

OpenAI non ha accettato passivamente la decisione e ha presentato ricorso immediato presso il tribunale romano. Già nel marzo del 2025, i giudici avevano accolto la richiesta di sospensione cautelare del pagamento della multa, un indicatore che la posizione difensiva dell'azienda fosse considerata credibile e meritevole di approfondimento. Quella decisione si è rivelata un primo passo verso l'annullamento definitivo ora arrivato.

Attraverso un comunicato diffuso dall'agenzia Reuters, OpenAI ha dichiarato di essere "costantemente impegnata nel garantire la tutela della privacy dei propri utenti". Al momento, il Garante della Privacy italiano non ha ancora diffuso alcun commento ufficiale sulla sentenza del tribunale, lasciando aperta la possibilità di valutazioni future riguardo alle implicazioni di questa pronuncia per la regolamentazione dell'intelligenza artificiale nel nostro paese.