Le Borse europee hanno registrato un'inversione di rotta nel corso della seduta odierna, trainata dalle dichiarazioni statunitensi che segnalano una de-escalation della tensione con l'Iran. Dopo i colloqui positivi tra Washington e Teheran, gli investitori hanno abbandonato la fuga verso la sicurezza che aveva caratterizzato l'apertura della giornata, ritornando ad accumulare posizioni rischiose.
L'indice paneuropeo Stoxx 600 ha chiuso con un rialzo dell'1%, beneficiando della ripresa nel comparto tecnologico e in quello industriale. Francoforte si è distinta con un guadagno del 3,3%, seguita da Parigi con il 2,62% e da Milano che ha segnato il 1,85%. In mattinata, invece, tutte le piazze europee insieme a quelle asiatiche di Tokio e Seul avevano aperto al ribasso, riflettendo le preoccupazioni geopolitiche che avevano caratterizzato i giorni precedenti.
Il settore energetico ha subito una contrazione significativa a causa della riduzione della domanda di crude conseguente al miglioramento dello scenario internazionale. Il petrolio Wti ha perso il 10%, scendendo a 88,5 dollari al barile, mentre il Brent ha ceduto il 9,6% attestandosi a 101 dollari. Al contrario, i metalli preziosi hanno beneficiato del contesto, con l'oro salito a 4.389 dollari l'oncia grazie a un incremento del 2,65%, e l'argento che ha registrato un'impennata ancora più marcata del 5,5% a 67,6 dollari.
Sul fronte dello spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi si è registrato un significativo miglioramento. Nella fase iniziale della seduta, il differenziale tra Btp e Bund era salito fino a 104,5 punti base, raggiungendo i massimi da maggio dello scorso anno in un clima di forte avversione al rischio. Successivamente, con la stabilizzazione della situazione internazionale, lo spread si è ridotto fino a 84 punti base, alleviando le preoccupazioni degli operatori sui titoli italiani.