Iren conclude l'esercizio 2025 con una crescita trasversale dei principali indicatori economico-finanziari. Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio consolidato che fotografa un gruppo in buona salute: l'utile netto raggiunge i 301 milioni di euro, segnando un incremento del 12% rispetto all'anno precedente, mentre il margine operativo lordo si assesta a 1,35 miliardi (+6%). Gli investimenti hanno subito una spinta rilevante, crescendo del 12% fino a sfiorare i 925 milioni, elemento che testimonia l'impegno del gruppo nel rafforzamento delle infrastrutture.

Al centro della performance positiva figura l'integrazione anticipata di Egea, la società acquisita con il supporto di un bond ibrido da 500 milioni. Questa operazione strategica si è già dimostrata redditizia, generando nel solo 2025 un contributo di 60 milioni di euro ai conti complessivi del gruppo. «L'integrazione di Egea sta già esprimendo risultati molto positivi, contribuendo alla crescita del gruppo e al rafforzamento della nostra piattaforma industriale», ha commentato il presidente Luca Dal Fabbro, evidenziando come la scelta di accelerare il consolidamento abbia consentito di realizzare tempestivamente parte delle sinergie pianificate.

Sul fronte della remunerazione agli azionisti, Iren propone un dividendo per azione pari a 13,86 euro, con un aumento dell'8% rispetto all'anno fiscale precedente. Il rapporto di distribuzione (pay-out) si attesta intorno al 60%, in linea con le proiezioni formulate nel Piano Industriale del gruppo. Questa continuità nella politica dei dividendi riflette la fiducia della gestione nella solidità dei fondamentali aziendali.

Guardando al 2026, l'amministratore delegato Gianluca Bufo esprime ottimismo moderato. Il gruppo punta a una crescita dell'ebitda del 4% e prevede investimenti tecnici per circa 950 milioni di euro, mantenendo il rapporto indebitamento finanziario netto su ebitda a 3,1 volte. Un elemento strategico emerso dai risultati 2025 è la composizione dell'ebitda: il 74% proviene da attività regolate o semi-regolate, una quota in crescita che offre maggiore stabilità ai ricavi anche in periodi di volatilità dei mercati. «Guardiamo al 2026 con fiducia, facendo leva su un modello industriale focalizzato ed equilibrato», ha affermato Bufo, sottolineando come questa maggiore prevedibilità del business consenta al gruppo di navigare con resilienza in contesti economici incerti.

La crescita organica del gruppo, combinata con i benefici dell'integrazione di Egea e l'esecuzione puntuale del programma di sinergie, costituisce il fondamento su cui Iren costruisce le proprie prospettive. I numeri approvati confermano la traiettoria tracciata dal management, convalidando le scelte strategiche intraprese e la capacità del gruppo di generare valore per gli stakeholder nel medio termine.