La Borsa milanese chiude in territorio positivo seguendo il trend rialzista che sta interessando le principali piazze europee. La spinta principale arriva dal clima di distensione geopolitica: il presidente americano Donald Trump ha infatti annunciato una pausa di cinque giorni dalle tensioni con l'Iran, riferendo di "colloqui molto proficui" con il governo iraniano. Questa notizia ha spinto gli investitori a ridimensionare i timori legati a possibili escalation internazionali, favorendo un ritorno della propensione al rischio sui mercati.
L'indice principale di Milano, il Ftse Mib, conclude la seduta a 43.147 punti con un incremento dello 0,6%, malgrado una volatilità caratterizzata da oscillazioni importanti durante la giornata. Anche il differenziale tra i titoli di Stato italiani e i bund tedeschi beneficia di questa atmosfera più serena: lo spread si stabilizza intorno ai 95 punti base, recuperando dai 104 punti toccati nelle fasi più concitate della seduta, mentre il rendimento del decennale italiano scende al 3,97 per cento.
Tra i singoli titoli, il settore bancario guida il rialzo con Unicredit che avanza del 3,6% e Banco Bpm che sale del 3,25%, quest'ultima in attesa della comunicazione ufficiale delle liste di candidati dal Credit Agricole. Anche Monte dei Paschi registra una performance positiva con un +2,4%, sebbene rimanga sotto i riflettori per le turbolenze legate alla governance; l'amministratore delegato uscente Lovaglio è stato infatti candidato come ceo nella terza lista presentata.
La stella della giornata rimane Telecom Italia, che mette a segno un guadagno del 3,96% attestandosi a 0,59 euro, mentre continua la sua lotta per avvicinarsi ai 63,5 centesimi dell'offerta lanciata da Poste Italiane, che invece cede terreno con un -8%. Controcorrente Diasorin, penalizzata da una valutazione negativa degli analisti di Mediobanca, con il titolo che sprofonda dell'11,3%.