Le piazze finanziarie europee chiudono la seduta in territorio positivo, tracciando una traiettoria rialzista sostenuta dalle voci circolanti attorno a possibili negoziati tra l'amministrazione Trump e l'Iran. Sebbene i media iraniani abbiano smentito tali notizie, il mercato sembra comunque privilegiare lo scenario di distensione geopolitica. Anche Wall Street anticipa l'apertura con futures in rialzo, confermando il sentiment costruttivo che attraversa gli investitori globali.
Sulla sponda europea, l'indice Stoxx 600 avanza dello 0,5%, confermando una ripresa generalizzata. Tra le principali piazze spicca Francoforte con un guadagno dell'1,63%, seguita da Madrid (+1,51%) e Parigi (+1,26%). Milano si distingue per performance ancora più solida, con il Ftse Mib che conquista l'1,1% e raggiunge quota 43.329 punti. Londra rimane più cauta, limitandosi a un modesto +0,08%.
Il fronte energetico registra invece un'inversione di tendenza marcata. Il petrolio greggio Wti scende del 6,5% fino a 91,8 dollari al barile, mentre il Brent cede il 7,4% attestandosi a 103,9 dollari. Ancora più evidente il calo del gas naturale, che perde il 4,3% a 56,7 euro al megawattora. Questi decrementi riflettono una minor tensione sui mercati delle commodities energetiche, probabilmente legata alle speranze di stabilizzazione geopolitica nel Medio Oriente.
I metalli preziosi vivono una fase espansiva: l'oro balza del 2,7% fino a 4.383 dollari l'oncia, mentre l'argento guadagna il 6,3% toccando 68,1 dollari. Sul fronte obbligazionario italiano, lo spread tra i Titoli di Stato decennali e i corrispondenti tedeschi si attesta a 91 punti base, con il rendimento del Btp che scende di 4 punti percentuali al 3,92%. Il Bund tedesco equivalente rimane al 3%, il gilt britannico al 4,95% e l'Oat francese al 3,74%.
Nei cambi, l'euro mantiene una posizione stabile nei confronti del dollaro, scambiandosi a 1,1567. La relativa calma sul mercato valutario rispecchia l'equilibrio tra le principali economie sviluppate, senza particolari pressioni rialziste o ribassiste sui tassi di cambio.