Fila ha concluso un 2025 tutt'altro che incoraggiante dal punto di vista finanziario. Il gigante della cancelleria e dei prodotti per l'arte ha registrato ricavi pari a 572,2 milioni di euro, segnando un calo significativo rispetto ai 612 milioni dell'esercizio precedente. Una flessione che riflette le difficoltà attraversate dal settore nel corso dell'anno, caratterizzato da pressioni commerciali e volatilità nei mercati di riferimento.
Il colpo più duro si registra a livello di redditività. L'utile netto è precipitato da 81,8 a 14,5 milioni di euro, un crollo dell'82% che preoccupa gli azionisti. Depurando il dato dalle normalizzazioni contabili per 18,6 milioni, l'utile normalizzato scende comunque da 40,9 a 33 milioni. Anche il margine operativo lordo subisce una contrazione, diminuendo da 118,2 a 105,2 milioni di euro, evidenziando come la pressione sui costi abbia erodito i margini operativi nonostante il calo dei volumi.
Posizioni diverse sul quadro emergono dalle dichiarazioni dell'amministratore delegato Massimo Candela, il quale preferisce inquadrare l'anno come «complesso, contrassegnato da elementi di instabilità ma anche da segnali che testimoniano la capacità dell'azienda di reagire». Il manager evidenzia che, pur nel contesto di contrazione del fatturato, «i margini operativi hanno mantenuto una sostanziale stabilità». Anche l'indebitamento bancario resta praticamente invariato a 138,2 milioni di euro, segno che la società non ha dovuto ricorrere a nuovi prestiti per affrontare le difficoltà.
Guardando al 2026, Fila mostra atteggiamento guardingo ma non rassegnato. Il management dichiara di confidare in un «progressivo recupero sia del fatturato che dei margini» nel corso dell'anno in corso. La società intende inoltre mantenere fede alla propria politica di restituzione agli azionisti mediante dividendi, e prevede di generare flussi di cassa compresi tra 40 e 50 milioni di euro, leggermente inferiori ai circa 47 milioni realizzati nel 2025.
Il quadro che emerge è quello di un'azienda consolidata ma sotto pressione, che naviga in acque turbolente senza però perdere la bussola. Gli analisti continueranno a monitorare da vicino l'andamento dei prossimi trimestri per verificare se le speranze di recupero del management si trasformeranno in fatti concreti.