Continua a sorprendere il sodalizio tra il mondo del vino d'eccellenza e la ricerca artistica contemporanea. La tenuta San Leonardo, situata nella Vallagarina trentina, presenta la quarta stagione di "Arte a San Leonardo", un'iniziativa che da quattro anni crea un ponte affascinante tra l'universo enologico e quello creativo. Questa volta il progetto vede protagonista Chiara Camoni, una delle più importanti voci dell'arte italiana attuale, che nei prossimi mesi rappresenterà il nostro paese alla prestigiosa Biennale di Venezia.
L'idea fondativa del progetto, nata nel 2022 dalla visione di Anselmo Guerrieri Gonzaga e Ilaria Tronchetti Provera, poggia su un'intuizione affascinante: tanto la creazione artistica quanto la produzione vinicola condividono principi comuni, quali l'unicità di ogni realizzazione, il ritmo ciclico delle stagioni e la ricerca costante di eccellenza attraverso l'artigianalità. Dal 2023, la tenuta invita annualmente un artista a immergersi nel territorio, partecipando ai ritmi della vigna e della cantina per sviluppare un'opera che esprima l'essenza del luogo.
Camoni ha elaborato un lavoro intitolato "Spiritelli (di Terra e Vegetazione)", una composizione complessa formata da cinque componenti: tre stampe ottenute dalla pressione diretta di elementi vegetali su seta, abbinate a due sculture realizzate in grès smaltato. Questi oggetti sono concepiti come presenze che emergono dal paesaggio, dialogando tra la dimensione superficiale e quella profonda, tra il regno vegetale e la memoria minerale del substrato. L'opera è stata sviluppata durante una residenza nella tenuta lo scorso maggio, attraverso un intenso dialogo con la comunità locale, incorporando elementi naturali e la storia del luogo.
Come sottolineano i promotori del progetto, il lavoro di Camoni non fornisce una rappresentazione descrittiva di San Leonardo, bensì una lettura simbolica: un paesaggio denso di relazioni, dove il gesto artistico e il lavoro quotidiano si incontrano nella medesima venerazione della materia e del tempo. L'opera è stata concepita appositamente per la serra della tenuta, configurandosi come intervento site-specific capace di entrare in dialogo permanente con lo spazio.
Dall'elaborazione creativa di Camoni nasce l'etichetta che veste una produzione limitatissima: 999 bottiglie e 99 magnum del San Leonardo annata 2021, il grand vin della tenuta. Questo numero contenuto rende ogni bottiglia un vero e proprio oggetto collezionistico, trasformando il vino in contenitore di una ricerca estetica più ampia. Le bottiglie recano la firma dell'artista e sono commercializzate esclusivamente attraverso i canali ufficiali della tenuta. Le edizioni precedenti hanno coinvolto artisti del calibro di Simone Berti (2023), Marzia Migliora (2024) e Linda Fregni Nagler (2025), confermando come San Leonardo rappresenti uno spazio privilegiato di contaminazione tra settori culturali apparentemente distanti.