L'amministrazione Trump torna a parlare di una possibile svolta nei negoziati con l'Iran sul programma nucleare. Secondo quanto riferito da fonti americane, gli Stati Uniti avrebbero elaborato una proposta comprensiva articolata in 15 punti, con l'obiettivo di raggiungere un'intesa nei prossimi tempi. Le dichiarazioni dell'ex presidente hanno subito provocato una reazione secca da parte delle autorità iraniane, che hanno smentito categoricamente l'esistenza di negoziati avanzati o di un accordo imminente, bollando le affermazioni americane come infondate e fuorvianti.

Nonostante il diniego ufficiale di Teheran, fonti diplomatiche indipendenti confermano che dietro le quinte continuano a svolgersi contatti indiretti tra le due parti. Questi colloqui avverrebbero attraverso canali informali e intermediari, nel tentativo di esplorare margini di negoziazione su un tema che da anni rappresenta uno dei punti di frizione più delicati nelle relazioni tra Washington e l'Iran. La strategia americana di rendere pubbliche le trattative potrebbe mirare a generare pressioni diplomatiche oppure a creare condizioni favorevoli al tavolo negoziale.

Secondo le informazioni disponibili, un possibile vertice bilaterale potrebbe tenersi a Islamabad, coinvolgendo il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Vance. La scelta di una location esterna agli Stati Uniti e all'Iran suggerisce il tentativo di creare uno spazio neutro dove affrontare questioni di straordinaria complessità tecnica e politica. Il dossier nucleare iraniano rimane uno dei più intricati della geopolitica contemporanea, con implicazioni che si estendono ben oltre Washington e Teheran, interessando potenze regionali e globali.