I mercati azionari europei mantengono un atteggiamento prudente oggi, dopo il rimbalzo della seduta precedente. Gli indici continentali aprono con guadagni modesti, inferiori al mezzo punto percentuale, testimoniando l'incertezza che continua a dominare tra gli operatori. L'attenzione rimane focalizzata su quanto accade in Medio Oriente e sugli sviluppi geopolitici che continuano a influenzare le decisioni di investimento a livello globale.

L'ottimismo iniziale generato ieri dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha descritto le conversazioni con l'Iran come "molto buone e produttive", si è rapidamente dissolto. Durante la serata, diversi alti esponenti della Repubblica Islamica, incluso il presidente del Parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf, hanno smentito categoricamente le affermazioni di Trump, alimentando nuovi dubbi sulla possibilità di una risoluzione diplomatica della crisi. Nel frattempo, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i principali alleati americani nel Golfo Persico starebbero contemporaneamente pressando per una soluzione negoziata e preparandosi a un possibile ruolo militare più diretto nel conflitto.

Sul fronte energetico, l'incertezza geopolitica continua a spingere i prezzi verso l'alto. Il barile di Brent ha superato nuovamente il traguardo psicologico dei 100 dollari, raggiungendo 102,61 dollari con un incremento del 2,7%, mentre il Wti si attesta a 90,5 dollari con lo stesso rialzo percentuale. Anche il gas europeo segue l'onda rialzista: il prezzo al Ttf di Amsterdam sale dell'1,2% fino a 57,3 euro al megawattora. Questi aumenti riflettono i timori persistenti di possibili interruzioni nelle forniture di energia, un elemento che gli operatori monitoreranno attentamente insieme agli indicatori economici previsti oggi.

Sul fronte valutario la situazione rimane stabile. L'euro-dollaro si muove con prudenza attorno a 1,1605, mentre il cross euro-yen sale a 184. L'oro mostra pochi movimenti interessanti a 4.412 dollari l'oncia, così come il bitcoin che rimane praticamente invariato a 70.854 dollari. Gli investitori attendono importanti feedback dagli indici Pmi che arriveranno nel corso della giornata per l'Eurozona al mattino e per gli Stati Uniti al pomeriggio, dati che dovrebbero chiarire meglio l'impatto economico reale della situazione mediorientale e dell'impennata energetica.

In Asia, la piazza di Tokyo ha incassato ieri l'euforia americana con il Nikkei che ha rimbalzato dell'1,43% a 52.252 punti dopo una caduta del 3,5% della sessione precedente, mentre il Topix ha guadagnato il 2,4% a 3.559 punti. Tuttavia, il pessimismo odierno sui mercati europei suggerisce che questo entusiasmo potrebbe rivelarsi effimero se le tensioni in Medio Oriente dovessero intensificarsi nuovamente nelle prossime ore.