L'amministrazione Trump ha siglato un accordo con Total, il colosso energetico francese, che prevede il rimborso completo dei fondi investiti per le concessioni eoliche offshore. La cifra in gioco ammonta a circa un miliardo di dollari, una mossa che consente alla società di riallocare le risorse verso il settore dei combustibili fossili, in linea con la visione energetica della nuova amministrazione americana.

L'intesa rappresenta un cambio di rotta significativo per Total, che fino a oggi aveva mantenuto una strategia di diversificazione nel portafoglio energetico, includendo importanti investimenti nelle rinnovabili. Con questo accordo, la compagnia francese potrà abbandonare i progetti legati all'energia eolica senza sostenere perdite finanziarie, un privilegio non esteso a tutti gli operatori del settore.

Il contrasto con quanto accaduto a Ørsted, la società danese tra le maggiori produttrici globali di energia eolica, è particolarmente eclatante. Mentre Total incassa il rimborso integrale, Ørsted ha subito perdite drammatiche sui mercati finanziari di Copenhagen, perdendo circa due terzi della propria capitalizzazione di mercato. La situazione evidenzia come le politiche energetiche dell'amministrazione Trump stiano creando vincitori e vinti nel panorama mondiale delle rinnovabili.

L'operazione riflette la chiara preferenza dell'amministrazione americana per il ritorno agli investimenti nei fossili e segna un punto di svolta nelle strategie delle grandi aziende energetiche internazionali, che dovranno ricalibrare le proprie scelte in funzione del nuovo clima politico e normativo negli Stati Uniti. Total, forte di questo accordo vantaggioso, potrà ora concentrarsi su progetti petroliferi e di gas naturale, settori in cui la compagnia mantiene un'expertise consolidata.