I mercati azionari europei mantengono un atteggiamento prudente questa seduta, in sospeso prima dell'avvio delle contrattazioni a Wall Street dove i contratti futures indicano andamenti negativi. Questo cauto atteggiamento riflette l'incertezza che circonda i negoziati tra l'Iran e gli Stati Uniti, con gli operatori in trepidante attesa di novità circa il possibile ripristino della navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio mondiale di energia.

Sul fronte dei principali indici continentali, lo Stoxx 600 avanza di appena mezzo punto base, raggiungendo +0,05%. Milano e Londra mostrano maggiore resilienza con un modesto progresso dello 0,1%, mentre Francoforte arretra dello 0,4% e Madrid cede lo 0,2%. Parigi rimane pressoché piatta con una variazione negativa dello 0,02%. A pesare sull'atmosfera generale è il comparto tecnologico, che scivola dello 0,7%, mentre il settore bancario registra un calo ancora più marcato dell'0,8%.

Risultati positivi arrivano invece dal segmento delle utility, che guadagna lo 0,6% grazie al ridimensionamento dei prezzi del gas naturale, che scende del 5% attestandosi a 53,78 euro al megawattora. L'energia in generale procede in rialzo dell'1%, trainata dalla robusta performance del mercato petrolifero: il greggio Wti accelera del 4% toccando 91,60 dollari al barile, mentre il Brent salisce del 3% a 102,85 dollari. Questa dinamica al rialzo mantiene vivo il supporto ai titoli energetici e alle utility.

Sul fronte dei titoli di Stato, i rendimenti rimangono stabili. Lo spread tra i nostri Bond decennali e quelli tedeschi si posiziona a 90 punti base, con il tasso italiano attestato al 3,89% contro il 2,99% della Germania. A Piazza Affari spicca la ripresa di Inwit, che balza dell'8,2% dopo precedenti sessioni in difficoltà. Anche Amplifon (+2,2%) e Diasorin (+2%) avanzano significativamente. Tra gli istituti di credito, Mps segna un rialzo dello 0,7% nel contesto delle manovre di governance e dell'integrazione con Mediobanca (+1,3%). Male invece Avio, che precipita del 7%, mentre Fincantieri e Leonardo cedono entrambe il 3,6%.