Il coordinamento Unatras alza la voce contro il caro-gasolio, denunciando come gli sforzi sinora compiuti dal Governo non abbiano sortito gli effetti sperati. Secondo l'associazione, le migliaia di aziende che operano nel trasporto merci continuano a pagare le conseguenze di una crisi strutturale rimasta sostanzialmente irrisolta, nonostante i proclami ufficiali e gli annunci di interventi.
Sebbene Unatras riconosca il merito del dialogo avviato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e apprezzi alcuni contenuti del decreto-legge dedicato ai carburanti, la valutazione complessiva è impietosa: i provvedimenti attuali non rispondono adeguatamente alla situazione di carenza di liquidità che sta mettendo in ginocchio le imprese di trasporto. La speculazione sui prezzi continua indisturbata, trasformando gli annunci in parole vuote.
Di fronte a questo scenario, l'associazione avanza richieste precise e concrete: il rinvio dei versamenti fiscali e previdenziali delle imprese, oltre all'utilizzo immediato e senza ritardi dei crediti d'imposta derivanti dal rimborso delle accise sul gasolio. Non si tratta, sottolinea Unatras, di nuovi stanziamenti pubblici, bensì di strumenti temporanei già esistenti che potrebbero fornire ossigeno finanziario reale alle aziende per affrontare la lievitazione dei costi.
L'associazione non nasconde il tono d'allarme: le rassicurazioni non bastano più. Se il Governo non interverrà concretamente e rapidamente, il rischio concreto è la sospensione dei servizi di autotrasporto su tutto il territorio e un'escalation della tensione all'interno di un settore già sotto pressione. Una paralisi che avrebbe ripercussioni in cascata su tutta la filiera logistica e sulla disponibilità di beni nei mercati italiani.