I mercati azionari europei hanno concluso una seduta caratterizzata da cauta ottimismo, con gli investitori in attesa di sviluppi concreti sulla situazione nel Medio Oriente. L'incertezza geopolitica ha pesato sulle decisioni di trading, limitando i guadagni complessivi a incrementi modesti. Amsterdam si è confermata la piazza più vivace con un progresso dello 0,7%, seguita da Londra (+0,6%), mentre Milano ha registrato un rialzo dello 0,4% dell'indice Ftse Mib. Parigi ha guadagnato lo 0,2%, mentre Francoforte e Madrid sono rimaste sostanzialmente piatte.
Su Piazza Affari, il grande protagonista è stato senza dubbio Inwit, la società specializzata nella gestione di infrastrutture per le telecomunicazioni. Il titolo ha registrato un balzo dell'9,8%, chiudendo a 6,89 euro, grazie alle indiscrezioni secondo cui il fondo Ardian, principale azionista della società, starebbe intavolando trattative con il colosso canadese Brookfield Asset Management. L'obiettivo sarebbe lanciare un'offerta pubblica di acquisto volta a controllare il 100% del gruppo. Tale prospettiva ha catalizzato l'interesse degli operatori, alimentando una corsa agli acquisti sul titolo.
Al di là di Inwit, altri titoli hanno segnato movimenti significativi. Diasorin e Amplifon hanno guadagnato oltre il 4%, mentre Stellantis e Saipem hanno progredito di circa il 3%. Sul versante opposto, la seduta è stata deludente per alcuni big del listino: Leonardo ha ceduto il 3,6%, Fincantieri il 3,6% e Avio ha subito la peggiore performance con un calo del 4,8%. Più contenuti i ribassi per Tim e Poste, rimaste praticamente invariate, mentre il settore bancario ha registrato solo lievi movimenti.
Nel comparto energetico, il gas naturale ha segnato una contrazione significativa sui mercati di Amsterdam, con i contratti future per consegna ad aprile che hanno perso il 4,6%, assestandosi a 54 euro al Megawattora. Andamento opposto per il petrolio, con il greggio americano in rialzo superiore al 5%, in prossimità dei 93 dollari al barile, alimentato dalle tensioni geopolitiche. L'euro ha arretrato dello 0,3% rispetto al dollaro, scambiandosi a 1,157.
Attenzione particolare merita l'andamento dello spread tra il decennale italiano e il titolo di stato tedesco equivalente. Il differenziale ha chiuso la giornata a 92,5 punti base, in ampliamento rispetto agli 88 dell'avvio, mentre il rendimento del Btp decennale ha toccato il 3,94%, sfiorando ma non superando la soglia psicologica del 4%. Un segnale che continua a rappresentare una leggera pressione sui titoli italiani, anche se niente di allarmante in una seduta comunque positiva per l'indice principale di Milano.