Claudio Descalzi, numero uno di Eni, ribadisce il valore strategico dell'attività esplorativa come motore fondamentale per l'espansione futura e l'efficienza economica del colosso energetico italiano. Intervistato durante un'importante conferenza di settore, l'amministratore delegato ha evidenziato come negli ultimi quindici anni la ricerca di nuovi giacimenti petroliferi abbia rappresentato un fattore decisivo per consolidare la posizione competitiva della società.

Secondo quanto riportato da Descalzi, a partire dal 2014 il gruppo ha totalizzato scoperte straordinarie sul versante internazionale, quantificate in oltre 11 miliardi di barili di olio equivalente. Queste rilevanti acquisizioni provengono da sette nazioni distribuite su cinque continenti: l'Asia, il Medio Oriente, l'Africa, l'America del Sud e l'Europa settentrionale rappresentano i principali teatri dell'espansione esplorativa del gruppo.

L'ad ha rimarcato come questa strategia di ricerca continua non sia solamente un elemento di crescita volumetrica, ma costituisca anche un pilastro fondamentale per migliorare l'efficienza dei costi operativi. La diversificazione geografica dei giacimenti permette infatti al gruppo di ottimizzare le operazioni e di mantenere un vantaggio competitivo nel mercato energetico globale, sempre più volatile e competitivo.

Le dichiarazioni di Descalzi confermano l'impegno di Eni nel proseguire una politica esplorativa aggressiva, nonostante il contesto energetico internazionale caratterizzato da transizioni verso fonti rinnovabili. La compagnia ritiene che l'approvvigionamento di idrocarburi rimanga centrale nei prossimi anni, rendendo necessari investimenti significativi nella ricerca di nuove risorse petrolifere e gassifera.