Un'ondata di ottimismo ha travolto i mercati finanziari europei nella giornata odierna, alimentata dalle prospettive di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine ai combattimenti in Medio Oriente e ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Questo scenario di de-escalation ha spinto gli investitori a riposizionarsi verso asset ritenuti più rischiosi, con conseguenze immediate sui prezzi dell'energia. Lo Stoxx 600, barometro della salute economica continentale, ha guadagnato l'1,5%, trainato dalle scelte difensive verso i settori tecnologico e industriale.

Le materie prime energetiche hanno subito una contrazione significativa. Il greggio Brent è scivolato sotto la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, fissandosi a 98,3 dollari con un calo del 5,8%. Il Wti americano ha ceduto il 5,4%, attestandosi a 87 dollari. Ancora più marcato il ribasso del gas naturale, che ha perso l'8,7% per megawattora, scendendo a 49,6 euro. Questi movimenti riflettono le minori preoccupazioni per eventuali interruzioni negli approvvigionamenti dalla regione.

Milano ha cavalcato il trend positivo con una performance superiore alla media continentale: il Ftse Mib ha conquistato l'1,68% recuperando quota 44mila punti. Tra i titoli più apprezzati figurano Prysmian con un balzo del 4,5%, seguita da Fincantieri e il comparto bancario, con Banco Bpm che ha guadagnato il 3%. Monte dei Paschi ha segnato un +2,45%, beneficiando della nomina di Palermo come sede della futura amministrazione delegata. Unica nota negativa Inwit, che ha subito un ribasso dell'1,81% nello contesto della disputa con l'alleanza Fastweb-Vodafone. Francoforte, Parigi e Londra hanno chiuso rispettivamente con incrementi dello 1,49%, 1,37% e 0,96%.

I metalli preziosi hanno beneficiato del clima di rischio ridotto ma mantenendo appeal difensivo. L'oro ha guadagnato il 2,6%, raggiungendo 4.556 dollari l'oncia, mentre l'argento ha segnato un più vivace +4% a 73 dollari. Sul versante dei titoli di Stato italiani, lo spread tra Btp e Bund si è stabilizzato intorno agli 87 punti base, mentre il decennale tricolore ha abbassato il suo rendimento al 3,84%, confermando un miglioramento delle condizioni di finanziamento per Roma. Sul mercato valutario, l'euro rimane sostanzialmente stabile nei confronti del dollaro a quota 1,1607.