Bruciare foreste costa all'Europa quasi 3 miliardi di euro ogni dodici mesi. È questo il dato che emerge dalla presentazione della strategia comunitaria contro gli incendi boschivi, illustrata dalla commissaria Ue per la gestione delle emergenze Hadja Lahbib durante una conferenza stampa a Bruxelles. Un importo che pesa significativamente sui bilanci pubblici e che sottolinea l'urgenza di interventi coordinati a livello continentale.

L'allarme lanciato da Lahbib non è generico: l'ultima stagione estiva è stata la peggiore registrata negli ultimi decenni. I roghi hanno divorato oltre un milione di ettari di territorio, con conseguenze devastanti che hanno coinvolto praticamente tutti gli Stati membri dell'Ue. Non si tratta di episodi isolati confinati a regioni specifiche, ma di un fenomeno sistemico che colpisce il continente da nord a sud.

Alla base di questa escalation c'è il cambiamento climatico, che trasforma i roghi in disastri sempre più difficili da prevenire e contenere. Le temperature in aumento, la siccità prolungata e le stagioni sempre più estreme creano le condizioni ideali perché gli incendi si propaghino con maggiore velocità e intensità. L'Europa, ha sottolineato la commissaria, si riscalda a un ritmo più veloce rispetto al resto del pianeta, una tendenza che rende tutti vulnerabili, indipendentemente dalla posizione geografica o dalle infrastrutture disponibili.

La strategia presentata da Bruxelles rappresenta un tentativo organico di affrontare il problema attraverso una risposta coordinata a livello continentale. Il riconoscimento del danno economico – quasi 3 miliardi annui – è il primo passo verso politiche concrete di prevenzione, monitoraggio e gestione delle crisi che possano contenere il fenomeno e proteggere il patrimonio naturale europeo dalle fiamme sempre più minacciose.