La battaglia tra Beretta e Sturm Ruger entra in una fase decisiva. La storica azienda italiana, controllata da una holding con sede in Lussemburgo, ha comunicato ufficialmente l'intenzione di lanciare un'offerta pubblica di acquisto (Opa) per acquisire fino al 20,05% delle azioni della nota casa armiera americana quotata al listino di Wall Street. L'operazione avrebbe un valore di circa 130 milioni di dollari ai prezzi di mercato attuali.

Secondo l'annuncio diffuso martedì 25 marzo, Beretta offre 44,80 dollari per ogni azione, cifra che rappresenta uno sconto del 20% rispetto alla quotazione media degli ultimi sessanta giorni. L'offerta permetterebbe al gruppo italiano di consolidare il controllo fino al 30% complessivo del capitale, considerando che detiene già il 9,95% della società americana. Sturm Ruger, con una capitalizzazione di mercato di 683,4 milioni di dollari, ha visto salire il proprio titolo fino al 5% all'annuncio, anche se una giornata prima la chiusura era stata attestata a 40,74 dollari.

Nella lettera indirizzata direttamente al consiglio di amministrazione, Robert Eckert, amministratore delegato di Beretta, ha esplicitato i termini dell'ultimatum: il gruppo italiano richiede l'eliminazione dei meccanismi di difesa «poison pill» adottati dalla controparte lo scorso ottobre, con scadenza fissata al termine del mese. Nonostante ciò, Eckert ha ribadito che l'intento non è acquisire il controllo totale bensì instaurare una partnership strategica duratura.

Questa mossa segue il tentativo fallito dello scorso mese, quando Beretta aveva avviato una lotta per le deleghe proxy, mirata a piazzare quattro propri rappresentanti nel consiglio dei nove consiglieri di Sturm Ruger. L'azienda italiana ha sottolineato di operare come partner complementare anziché rivale diretto, evidenziando come la propria quota di mercato negli Stati Uniti si concentri su fucili da caccia, munizioni e sistemi ottici. Con quasi 700 dipendenti sparsi in nove sedi americane, Beretta contesta categoricamente le accuse di acquisizione strisciante.

«La nostra pazienza è finita», ha dichiarato in tono deciso il numero uno di Beretta, affermando che la sospensione dei negoziati non lascia alternativa se non procedere con l'Opa diretta agli azionisti di Sturm Ruger. Questo braccio di ferro industriale rappresenta uno degli scontri più significativi del settore armiero negli ultimi anni, con risvolti che andranno oltre la semplice questione finanziaria.