Una finestra privilegiata sul fermento artistico che animò Parigi durante il primo Novecento si apre a Lecce grazie alla mostra "Filippo de Pisis e les Italiens de Paris", allestita presso la Fondazione Biscozzi-Rimbaud. L'esposizione, curata da Paolo Bolpagni e da Maddalena Tibertelli de Pisis, è dedicata al maestro ferrarese Filippo de Pisis (Ferrara 1896 - Milano 1956) e al gruppo di artisti che gravitavano attorno a lui nella Ville Lumière durante un periodo cruciale per l'arte italiana del Novecento.
Il fulcro narrativo della mostra ruota intorno al quadro "Dalie" del 1932, una natura morta appartenente già alle collezioni permanenti della fondazione, che rappresenta perfettamente l'evoluzione stilistica di de Pisis verso forme più vibranti e materiche. Il dipinto testimonia il passaggio dall'influenza metafisica a un linguaggio pittorico sempre più denso e dinamico, ormai pienamente consapevole dei suggerimenti provenienti dall'Impressionismo.
Accanto ai più di venti lavori di de Pisis realizzati tra metà anni Venti e primi anni Trenta, la rassegna propone i dipinti di altrettanti maestri che formavano il cosiddetto Groupe des Sept: Massimo Campigli, Giorgio de Chirico, René Paresce, Alberto Savinio, Gino Severini e Mario Tozzi. Questi sette pittori costituivano il nucleo più consapevole degli Italiens de Paris, la comunità di artisti transalpini che condivise una stagione espositiva intensa e significativa tra il 1928 e il 1933, anni che segnarono profondamente il dibattito artistico italiano e internazionale.
L'evento è stato realizzato dalla Fondazione Biscozzi-Rimbaud in collaborazione con l'Associazione per Filippo de Pisis. Particolare rilevanza riveste la presentazione di opere mai esposte precedentemente sul territorio italiano, che consentiranno agli spettatori di comprendere meglio il ruolo di de Pisis e dei suoi colleghi nel complesso panorama delle avanguardie europee, dove gli artisti italiani giocarono una partita culturale di primo piano pur rimanendo spesso eclissati dai riflettori internazionali.