Il Consorzio nazionale degli oli usati (Conou) ha annunciato un significativo rialzo del Contributo ambientale applicato sugli oli minerali esausti. A partire dal primo maggio 2026, il contributo salirà da 14 a 19 centesimi di euro per chilogrammo, rappresentando un incremento del 35% destinato a incidere sulla filiera della raccolta e rigenerazione. La decisione è stata formalizzata dal consiglio di amministrazione dell'ente consortile.

La mossa si rivela necessaria per invertire una tendenza negativa che ha messo in difficoltà l'organizzazione negli ultimi tre anni. Come spiegato dal Conou, il Consorzio ha dovuto attingere dalla propria riserva di legge per restituire complessivamente oltre 28 milioni di euro ai consorziati, erodendo progressivamente le disponibilità finanziarie. La situazione si è aggravata ulteriormente nel 2025 e nel 2026, quando le quotazioni delle basi lubrificanti rigenerate hanno subito un crollo verticale di circa il 26%, comprimendo drasticamente i margini economici di tutti gli attori della filiera.

Il contesto internazionale non favorisce una rapida ripresa: secondo il Consorzio, la situazione geopolitica derivante dalla tensione con l'Iran ha momentaneamente bloccato l'erosione della riserva, ma non consente di prevedere un'inversione di rotta nel breve-medio termine. Nonostante queste criticità, il sistema Conou continua a operare senza ricevere sovvenzioni pubbliche, mantenendo elevati standard ambientali e garantendo la continuità operativa attraverso un modello consortile basato sul principio di Responsabilità estesa del produttore.

I fondi raccolti attraverso il contributo ambientale sono destinati prioritariamente a sostenere le attività di raccolta capillare su tutto il territorio nazionale e il processo di rigenerazione degli oli. Nel 2025, ben l'83% delle risorse è stato impiegato direttamente in queste funzioni centrali, mentre solo il 17% ha coperto i costi di gestione della struttura e gli obblighi istituzionali. L'aumento tariffario si configura quindi come uno strumento ritenuto essenziale per mantenere l'equilibrio economico della filiera e garantire il proseguimento di un servizio di rilievo ambientale.