Una delegazione diplomatica panamegna ha raggiunto Cuba per una missione urgente: verificare lo stato di salute e le condizioni di detenzione di dieci cittadini del paese Centro Americano rinchiusi nella struttura carceraria di Villa Marista. Il ministro degli Esteri di Panama, Javier Martínez-Acha, ha personalmente guidato la visita, agendo su esplicito mandato del presidente panamegno José Raúl Mulino, preoccupato per la sorte dei connazionali.
I dieci detenuti si trovano in carcere dopo essere stati arrestati per aver realizzato cartelli contenenti messaggi che le autorità dell'isola hanno classificato come "sovversivi e contrari all'ordine costituzionale". Un atto di espressione che ha comportato conseguenze pesanti, scatenando il coinvolgimento dello Stato panamegno nel tentativo di tutelare i propri cittadini.
Pochi giorni prima della visita, il leader cubano Miguel Díaz-Canel aveva rilasciato dichiarazioni tranquillizzanti, garantendo il pieno rispetto dei diritti umani dei prigionieri. Nel medesimo comunicato, Díaz-Canel aveva aggiunto un dettaglio significativo: i detenuti starebbero fornendo alle autorità i nomi di coloro che presumibilmente avrebbero finanziato il loro operato.
Durante il soggiorno a L'Avana, Martínez-Acha ha parallelamente condotto colloqui bilaterali con il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez, incentrati su questioni di mutuo interesse tra i due paesi. Rodríguez, accogliendo il collega panamegno, ha colto l'occasione per rimarcare i legami storici che uniscono le due nazioni: "Proveniamo da una relazione solida e ricca di affetto verso Panama e verso il popolo panamegno. La sua visita rappresenta un gesto che apprezziamo profondamente".