Il Parmigiano Reggiano scrive un nuovo record economico nel 2025, raggiungendo un giro d'affari al consumo di 3,96 miliardi di euro. Si tratta di un incremento sostanziale rispetto all'anno precedente, con 470 milioni in più sul tavolo (+13,5%), una crescita che conferma la forza del prodotto emiliano nonostante un contesto internazionale complesso caratterizzato da tensioni geopolitiche e dazi commerciali.

Ciò che sorprende maggiormente è il cambio di rotta nella geografia commerciale del Parmigiano. Per la prima volta nella sua storia recente, le vendite estere hanno superato quelle interne all'Italia, rappresentando il 50,5% del fatturato complessivo. I mercati internazionali mantengono una crescita positiva del 2,7%, confermando l'appetito globale per questo simbolo del Made in Italy agroalimentare. Sul fronte domestico, invece, emerge una contrazione: i volumi venduti nelle case degli italiani registrano un calo di circa il 10%, sebbene il valore commerciale rimanga sostanzialmente stabile, indicando che i consumatori lo acquistano con minore frequenza e in quantità ridotte.

Sulla spinta della domanda crescente, la produzione si attesta a 4,19 milioni di forme, in aumento del 2,7% rispetto ai 4,079 milioni del 2024. Parma rimane il motore produttivo con 1,391 milioni di forme, seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni), Modena (918mila), Mantova (524mila) e Bologna (115mila). Questi numeri si traducono in circa 168mila tonnellate di formaggio, prodotto da 287 caseifici con l'aiuto di oltre 2mila allevatori conferenti e una manodopera complessiva di 50mila persone. La filiera mobilita 2,08 milioni di tonnellate di latte vaccino, pari al 15,5% della produzione nazionale.

I prezzi hanno registrato aumenti significativi: il Parmigiano Reggiano a 12 mesi ha raggiunto la media di 13,22 euro al chilogrammo (+20,6%), mentre quello stagionato 24 mesi è passato da 12,50 a 15,59 euro al chilogrammo, con un rialzo del 24,8%. Questi incrementi riflettono sia la maggiore domanda internazionale che i costi di produzione in crescita. I dati sono stati presentati dal Consorzio di Tutela a Milano, offrendo uno spaccato dettagliato di un settore che continua a rappresentare un pilastro dell'economia agroalimentare italiana.