Bruxelles - Un nuovo scontro acceso sulla politica migratoria europea dopo il voto di oggi in plenaria sul controverso regolamento rimpatri. L'eurodeputata del Partito Democratico Annalisa Corrado ha lanciato un'accusa durissima, denunciando la norma come un passaggio all'indietro che compromette i principi fondamentali dei diritti umani nell'Unione Europea. Secondo Corrado, il provvedimento rappresenta una "pericolosa deriva" che rischia di trasformare soggetti già fragili in vittime di politiche repressive e violente.

Al centro della critica dem ci sono le disposizioni operative del regolamento, che secondo Corrado legittimerebbero controlli e rastrellamenti in spazi pubblici e persino in luoghi di asilo come chiese e sedi di organizzazioni umanitarie. La parlamentare ha denunciato come il testo permetta di trattare persone che non hanno commesso reati come criminali, sulla base di una semplice situazione di irregolarità amministrativa, spesso generata dalle stesse normative europee e nazionali che ne impediscono la regolarizzazione.

Criticando la composizione del voto, Corrado ha puntato il dito contro l'area conservatrice dell'aula e in particolare contro il Partito Popolare Europeo, colpevole a suo dire di sostenere una misura che alimenta ulteriormente il clima di ostilità già diffuso nei territori. L'eurodeputata ha concluso il suo intervento con una domanda provocatoria rivolta proprio al Ppe: quale fine abbia fatto la tradizione cristiana di quella forza politica, implicitamente incompatibile con la durezza delle misure appena approvate.