La NASA ha annunciato ufficialmente la fine del progetto Lunar Gateway durante una conferenza stampa dello scorso 24 marzo. La decisione rispecchia un cambio di strategia dell'agenzia spaziale americana: anziché mantenere una stazione orbitale permanente attorno alla Luna, l'istituzione si concentrerà sulla costruzione di una base lunare duratura sulla superficie. Per non sprecare i 4,5 miliardi di dollari già investiti nel programma, i componenti già realizzati troveranno una seconda vita in altre missioni spaziali di grande rilievo.
Uno dei pezzi più importanti del Lunar Gateway è il modulo Power and Propulsion Element, denominato PPE. Questo componente fornisce energia e capacità di manovra ed è stato riprogettato per diventare parte integrante della navicella Space Reactor-1 Freedom, destinata a raggiungere Marte entro il 2028 (con finestra alternativa all'inizio del 2031). La versione originale del PPE era stata concepita per funzionare esclusivamente con energia solare, ma la nuova configurazione includerà un reattore nucleare a fissione con potenza superiore ai 20 chilowatt.
L'innovazione tecnologica più significativa riguarda il sistema di propulsione. Il calore generato dal reattore nucleare sarà convertito in energia elettrica attraverso un sistema di propulsione nucleare elettrica. La navicella monterà sette propulsori di diversa potenza: tre da 12 kilowatt e quattro da 6 kilowatt. Questa soluzione rappresenta un'evoluzione rispetto al precedente progetto DRACO, cancellato lo scorso anno, che prevedeva una propulsione nucleare termica basata sulla conversione di idrogeno liquido in gas mediante il calore del reattore.
Space Reactor-1 Freedom non viaggerà verso Marte a mani vuote. A bordo della navicella troveranno posto tre elicotteri robotici denominati Skyfall, ispirati al celebre Ingenuity già operativo su Marte. A differenza del suo predecessore, che è stato trasportato sulla superficie dal rover Perseverance, gli Skyfall verranno direttamente rilasciati in volo. Gli elicotteri saranno equipaggiati con videocamere e sistemi radar sofisticati con il compito di esplorare il terreno marziano alla ricerca di giacimenti di acqua ghiacciata, una risorsa cruciale per future missioni umane sul Pianeta Rosso e per la ricerca di potenziali tracce di vita microbica passata.