Secondo quanto riportato dal Financial Times, i Paesi del G7 sono pronti a coordinare il rilascio congiunto delle proprie riserve petrolifere strategiche per contenere l'impennata dei prezzi dell'oro nero. La riunione è fissata per oggi alle 14.30 ora italiana (le 8.30 di New York), e si svolgerà in modalità online con la partecipazione anche dell'Agenzia Internazionale dell'Energia.

L'iniziativa rappresenta una risposta diretta all'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e ai conseguenti effetti sui mercati energetici globali. Una misura simile era stata già adottata in precedenza dalle maggiori economie sviluppate in risposta all'invasione russa dell'Ucraina, dimostrando come il ricorso alle riserve strategiche sia diventato uno strumento di politica economica ricorrente di fronte alle crisi internazionali.

L'operazione, se confermata, vedrebbe protagonisti i governi di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Italia, Canada e Regno Unito, che insieme controllano risorse petrolifere sufficienti a influenzare significativamente l'equilibrio del mercato mondiale. L'Agenzia Internazionale dell'Energia fungerà da coordinatore tecnico e facilitatore dell'operazione, garantendo che il rilascio delle scorte avvenga secondo modalità concordate e funzionali agli obiettivi comuni.

Un'eventuale immissione coordinata di petrolio dai magazzini strategici potrebbe alleviare le pressioni inflazionistiche legate ai costi energetici, contrastando così gli effetti economici negativi di una possibile ulteriore impennata dei prezzi. Per le economie industrializzate, particolarmente dipendenti dagli importi energetici, un simile intervento rappresenterebbe un tentativo di mantenere la stabilità dei mercati e proteggere la ripresa economica dalle volatilità geopolitiche.