Una giornata nera per gli investitori globali. Le principali piazze finanziarie mondiale aprono all'insegna del pessimismo, con vendite diffuse da Oriente a Occidente. Piazza Affari segna il passo più marcato tra le borse europee, con l'indice Ftse Mib che perde il 2,87% attestandosi a quota 42.883 punti. Il settore bancario italiano viene travolto dalle pressioni di mercato: Bper crolla del 5,77%, mentre Popolare Sondrio arretra del 5,01%. Pesanti anche i cali di Unicredit (-3,72%) e Intesa Sanpaolo (-3,46%), che risentono della generale avversione al rischio che caratterizza la giornata.
Il contagio dalle borse asiatiche non risparmia l'Europa. Le piazze continentali mostrano tutte il segno negativo, seppur con intensità diverse. Parigi tenta una resistenza iniziale con una flessione minima dello 0,11%, ma cede immediatamente cedendo il 2,66% a quota 7.782 punti. Londra accusa un ribasso dell'1,29% fino a 10.152 punti, mentre Francoforte affonda del 2,51% a 22.998 punti e Madrid precipita del 2,97% a 16.547 punti. Anche i contratti future su entrambi i continenti non lasciano spazi all'ottimismo: gli indici europei cedono mediamente oltre il 2,25%, mentre quelli statunitensi arretrano di circa l'1,5%.
L'origine della bufera affonda le radici nella geopolitica mediorientale. La recente nomina del figlio della Guida suprema iraniana Khamenei alla massima carica rappresenta un elemento di forte incertezza per gli operatori, che temono una prolungata escalation del conflitto regionale. Questa preoccupazione ha travolto le borse asiatiche con violenza ancora maggiore: il Nikkei di Tokyo cede il 5,2%, mentre Seoul registra un tonfo del 5,96% e Taiwan il 4,43%. Sidney lascia sul campo il 2,85%, Shanghai mostra una relativa resistenza con un calo dello 0,67%. In rosso anche Hong Kong (-1,78%), Mumbai (-2,44%) e Singapore (-2,25%).
Il settore tecnologico e dei semiconduttori subisce il colpo più pesante nella regione asiatica. A Tokyo, il crollo più marcato interessa Advantest che sprofonda dell'11%, mentre Sico perde il 9,54%. Il malumore diffuso nei confronti dei titoli a più elevato contenuto di rischio riflette la ricerca di rifugio in asset più difensivi da parte della comunità finanziaria internazionale. Gli analisti mantengono un profilo prudente in attesa di sviluppi sulla situazione mediorientale, che potrebbe influenzare ulteriormente l'andamento dei mercati nelle sessioni seguenti.