Fastweb e Vodafone hanno avviato un'iniziativa concreta per trasformare le loro vetrine commerciali in spazi sicuri dove le donne vittime di violenza possono trovare aiuto qualificato. Attraverso una collaborazione con la Fondazione Libellula, quasi 350 dipendenti distribuiti su 120 filiali hanno ricevuto una formazione specializzata per riconoscere i segnali di abuso e orientare le persone verso i servizi di supporto appropriati. I negozi aderenti sono facilmente identificabili grazie a vetrofanie esterne che segnalano la loro funzione di punti di ascolto.
Gli operatori formati acquisiscono competenze sulla varietà delle forme di violenza: oltre all'abuso fisico, vengono insegnate le modalità di riconoscimento della violenza sessuale, psicologica, economica e digitale, insieme alle loro dinamiche relazionali. Una volta identificata una situazione critica, il personale può fornire alle donne informazioni concrete sul numero nazionale 1522 dedicato a violenza e stalking e sull'applicazione Bright Sky, uno strumento gratuito che mappa i servizi territoriali, facilita le chiamate di emergenza al 112 e propone questionari di autovalutazione del rischio.
Ma il supporto non riguarda soltanto i clienti: l'azienda ha introdotto una politica interna ampia per i propri dipendenti che abbiano subito o stiano subendo violenza domestica. Chi si trova in questa condizione ha diritto a 15 giorni di permesso retribuito all'anno, accesso a consulenze psicologiche gratuite, supporto socioassistenziale, educazione finanziaria e assistenza legale. Nei casi ritenuti più gravi, il contratto consente maggiore flessibilità lavorativa, inclusa la possibilità di modificare le modalità di lavoro agile, richiedere il trasferimento in una sede diversa o cambiare i propri referenti aziendali per motivi di sicurezza personale.
Silvia Cassano, Chief People Officer di Fastweb + Vodafone, ha commentato l'iniziativa dichiarando che l'azienda intende "provare a fare davvero la differenza" e promuovere una cultura basata sul rispetto delle diversità che generi un cambiamento culturale nella società. In occasione della Giornata Internazionale della Donna dell'8 marzo, il gruppo ha lanciato una campagna di sensibilizzazione sui social media in collaborazione con l'associazione Donne in Rete contro la violenza, focalizzandosi sui primi campanelli d'allarme di situazioni di abuso e violazione dei diritti umani.
Questa iniziativa rappresenta un esempio di come il settore privato può integrarsi negli sforzi pubblici di contrasto alla violenza di genere, trasformando lo spazio commerciale in una risorsa comunitaria e riconoscendo al contempo le esigenze specifiche dei lavoratori che affrontano situazioni di vulnerabilità.