Il prezzo del gas naturale sulla piazza di Amsterdam arretra sotto la soglia dei 62 euro per megawattora nel corso della giornata di contrattazioni, dopo aver toccato valori più elevati in apertura di seduta. Nonostante il calo, i contratti futures relativi ad aprile mantengono una performance positiva, chiudendosi a 61,4 euro e registrando un incremento del 15,83% rispetto alla seduta precedente.
Ciò che rende significativa questa quotazione è il contesto storico: i prezzi rimangono sui livelli più alti da agosto 2022, periodo in cui i mercati energetici europei erano scossi dalle incertezze legate al conflitto in Ucraina e alle conseguenti restrizioni sull'importazione di gas russo. La persistenza di questi livelli elevati sottolinea come le tensioni geopolitiche continuino a gravare sugli equilibri dell'offerta energetica mondiale.
Secondo quanto riferito dall'agenzia Bloomberg, la situazione si complica ulteriormente nel Medio Oriente. QatarEnergy, uno dei principali produttori mondiali di gas naturale liquefatto, ha deciso di posticipare i piani di espansione dei propri impianti di Gnl almeno al 2027. La decisione arriva dopo l'attacco che ha colpito l'impianto di Ras Laffan la scorsa settimana, quando droni iraniani hanno preso di mira l'infrastruttura strategica del Qatar.
Questi sviluppi assumono rilievo considerevole per l'Europa, già vulnerabile dal punto di vista energetico. Il rinvio dei progetti di ampliamento delle capacità di gas liquefatto nel Golfo Persico potrebbe limitare le possibilità di diversificazione delle fonti di approvvigionamento europeo nei prossimi anni, mantenendo elevata la competizione globale per le risorse disponibili e sostenendo la pressione sui prezzi.