La Borsa di Milano chiude la mattinata in territorio negativo, con l'indice Ftse Mib che registra una perdita dell'1,2%, attestandosi a quota 43.227 punti. Il movimento al ribasso conferma un clima di prudenza sui mercati azionari italiani, dove le vendite hanno superato gli acquisti sin dall'apertura della seduta.
Fra i grandi nomi del listino principale, le perdite più consistenti interessano il settore industriale. Prysmian scende del 4,7% in scia a una ricerca della banca svizzera Ubs che analizza i potenziali effetti del conflitto in Iran sul comparto infrastrutturale. In parallelo, Ferrari cede il 3,18% mentre Stellantis arretra del 2,75% e Cucinelli limita i danni al -2,7%. Anche il comparto della gestione patrimoniale soffre: Azimut perde il 3,82% nel corso della giornata.
L'asse bancario non offre spiragli di ottimismo. Unicredit arretra dello 2,3%, Mediobanca cede il 2,1%, mentre Banco Bpm e Intesa Sanpaolo registrano ribassi rispettivamente del 2,05% e dell'1,35%. Nel comparto tecnologico e delle telecomunicazioni, Tim cala del 2,12% e Stm del 1,35%, nonostante quest'ultima abbia avviato la produzione su larga scala di componenti per la fotonica al silicio.
Poche sono le spie positive del listino. Leonardo emerge dai ribassi generali con un balzo del 4,26%, favorita da una raccomandazione al rialzo di Barclays che ha incrementato il target price del 16% fino a 68 euro. Nexi guadagna il 3,52% grazie alle indicazioni positive di Morgan Stanley, mentre Saipem sale del 2,04%. Eni rimane cauta nonostante il forte rialzo del petrolio greggio Wti, che registra un balzo dell'11,5% a 101,37 dollari al barile, guadagnando appena lo 0,46%.
Sulla carta dei rendimenti sovrani italiani, il differenziale fra i titoli decennali italiani e tedeschi si attesta a 80 punti base. Il rendimento dei Btp sale al 3,69% (+7,5 punti rispetto alle sedute precedenti), mentre i Bund tedeschi sono quotati al 2,88% con un movimento di +2,8 punti, riflettendo un quadro di incertezza che persiste sui mercati finanziari europei.