Gli Stati Uniti si dicono fiduciosi sulla ripresa dei flussi energetici nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più cruciali per il commercio mondiale di petrolio. A rassicurare i mercati è stato il ministro dell'Energia americano Chris Wright, che in una serie di dichiarazioni rilasciate alle principali reti televisive statunitensi ha sottolineato come il trasporto di greggio verso i porti internazionali dovrebbe normalizzarsi nell'arco di breve tempo.

A testimonianza di questa ripresa, Wright ha citato il transito di una grande petroliera attraverso lo stretto nelle ultime 24 ore, interpretato come un segnale positivo di stabilizzazione della situazione. Pur evidenziando la necessità di procedere con cautela, il responsabile dell'energia americana ha rimarcato come le operazioni commerciali riprenderanno velocemente, garantendo la continuità del flusso energetico globale che dipende fortemente da questo corridoio strategico.

Il conflitto in corso avrebbe però importanti ripercussioni sulla catena di approvvigionamento cinese. Secondo le valutazioni di Wright, la Repubblica Popolare si troverebbe a perdere il secondo dei tre principali fornitori di petrolio, una situazione che potrebbe complicare ulteriormente la gestione delle importazioni energetiche di Pechino nei prossimi mesi.

Riguardo agli effetti sulla bolletta energetica globale, il ministro ha replicato alle preoccupazioni sui rialzi dei prezzi affermando che gli attuali aumenti rappresentano un costo contenuto e temporaneo. Secondo questa interpretazione, gli incrementi tariffari odierni costituirebbero il prezzo necessario per garantire una stabilizzazione e successivi ribassi dei prezzi nel medio-lungo termine, una prospettiva che punta a tranquillizzare consumatori e imprese sulla sostenibilità della situazione.