Una seduta all'insegna della debolezza quella che caratterizza le principali borse del Vecchio Continente. Dopo l'apertura in calo dei mercati americani, intorno all'1% di ribasso, anche le piazze europee hanno subito una contrazione, anche se con intensità diverse. Parigi ha registrato il calo più marcato, cedendo l'1,58% dal valore d'apertura, seguita da Madrid con un ribasso dell'1,12%. Più contenuti i movimenti di Milano, scesa dello 0,99%, e Francoforte con -0,89%, mentre Londra ha limitato i danni ferma allo 0,78% di perdita.
Sul fronte dei rendimenti sovrani, continua a restare sotto osservazione lo spread tra i bond italiani e quelli tedeschi, che si attesta a 78,6 punti base. Il rendimento annuo dei titoli di stato italiani ha toccato il 3,66%, in aumento di 4,5 punti rispetto alla seduta precedente, mentre il Bund tedesco ha raggiunto il 2,87% (+2 punti). Anche la Francia ha visto salire i propri tassi al 3,55%, con un incremento di 4,3 punti base rispetto al giorno precedente.
Sul mercato delle materie prime, il petrolio Usa ha compiuto un rimbalzo significativo, superando leggermente la soglia psicologica di 100 dollari al barile. Il greggio Wti è salito al prezzo di 99,73 dollari al barile, facendo segnare un guadagno del 9,7%. Anche il gas naturale ha mostrato segnali di ripresa, attestandosi a 58,74 euro al megawatt-ora sulla piazza di Amsterdam con un rialzo del 10%, scendendo tuttavia sotto i 60 euro al MWh.