I prezzi alla pompa continuano a salire senza tregua, spingendo l'esecutivo a cercare soluzioni concrete per contenere i danni ai portafogli degli automobilisti italiani. Il gasolio ha raggiunto i 2,2 euro al litro in modalità servito in autostrada, un livello non toccato da oltre tre anni e mezzo, mentre la benzina segna anch'essa valori allarmanti attorno ai 2,1 euro sulla rete autostradale. Questi rincari hanno innescato un'emergenza economica tangibile: secondo il Codacons, il prezzo medio del gasolio self service è salito del 14,3% rispetto a fine febbraio, comportando un costo aggiuntivo di oltre 12 euro per ogni pieno, equivalente a quasi 300 euro annui per le famiglie.

Per affrontare la crisi, palazzo Chigi sta elaborando un piano articolato su due fronti principali: il rafforzamento dei controlli per contrastare eventuali speculazioni e l'introduzione di misure di sostegno diretto ai conducenti. Al centro della strategia c'è il meccanismo delle accise mobili, uno strumento che consentirebbe di utilizzare il gettito Iva supplementare dello Stato per ridurre le accise quando i prezzi dei carburanti salgono. La premier Giorgia Meloni ha confermato che questo sistema è «allo studio», anche se le proiezioni tecniche evidenziano il suo limite: con il prezzo del petrolio Brent a 105 dollari al barile, il risparmio scenderebbe a soli 4,7 centesimi al litro per la benzina e 7,5 centesimi per il gasolio. Per questo motivo, il governo sta cercando fonti di finanziamento aggiuntive per rendere le misure realmente efficaci.

La situazione è diventata così critica che il consiglio dei ministri inizialmente programmato per domani potrebbe subire uno slittamento. L'amministrazione sta valutando diverse strade: inserire il provvedimento in un nuovo decreto legge oppure integarlo nella legge di conversione del decreto bollette attualmente in esame alla Camera, una soluzione per cui anche la Lega ha presentato un emendamento. Dal fronte dell'opposizione, il Partito Democratico sostiene la medesima linea e propone di estendere il sistema delle accise mobili anche al gas naturale, mentre le associazioni dei consumatori chiedono un'attivazione immediata di tali meccanismi.

Intanto, le anomalie rilevate nei prezzi praticati da alcune delle principali società petrolifere hanno allarmato il ministero delle Imprese. Il titolare Adolfo Urso ha convocato d'urgenza la cabina di regia della Commissione allerta rapida, coinvolgendo anche i rappresentanti dei ministeri dell'Economia e dell'Ambiente. L'indagine ha rivelato aumenti sproporzionati rispetto ai prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento, una dinamica che sarà sottoposta a controlli specifici nel piano operativo già avviato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza in coordinamento tra il ministero dell'Industria e il ministero dell'Economia. La tensione normativa riflette la preoccupazione delle istituzioni dinanzi a quello che il Codacons definisce un potenziale «effetto tsunami sui prezzi al dettaglio», con ripercussioni significative sulla spesa mensile di milioni di automobilisti italiani.