La Renault traccia il suo percorso verso il 2030 con numeri ambiziosi e una visione ibrida della mobilità futura. Il ceo François Provost ha illustrato a Parigi il piano produttivo del prossimo quinquennio, confermando l'arrivo di 36 modelli inediti, che rappresentano un salto qualitativo rispetto agli ultimi anni di transizione strategica del costruttore francese. Questo nuovo capitolo della storia aziendale prende il nome di futuReady e rappresenta l'evoluzione del precedente programma Renaulution, che aveva già segnato il cambio di direzione del gruppo.

L'Europa rimane il fulcro della strategia, con 22 debuttanti distribuiti tra il mercato continentale e oltre. Di questi, ben 16 saranno a trazione completamente elettrica, consolidando l'impegno del marchio nella mobilità a zero emissioni. Gli ulteriori 14 modelli raggiungeranno invece i mercati extraeuropei, testimoniando l'ambizione globale di Renault di ampliare la sua presence in nuovi segmenti e aree geografiche.

A supporto di questa offensiva arriva la nuova piattaforma modulare RGEV medium 2.0, una base tecnica all'avanguardia concepita specificamente per i veicoli elettrici. Il sistema si distingue per l'architettura elettrica a 800 Volt, una soluzione che consentirà tempi di ricarica rapida rivoluzionari: secondo Provost, sarà possibile caricare completamente un'auto in soli 10 minuti entro il 2030. La piattaforma coprirà i segmenti intermedi e superiori, dalla categoria B+ fino alla D, dando al gruppo ampia flessibilità costruttiva.

Malgrado l'enfasi sulla spinta elettrica, la Renault non abbandona completamente la tecnologia ibrida. I motori a combustione interna accoppiati a batterie rimarranno presenti nell'offerta, una scelta che riflette il pragmatismo del gruppo di fronte alle incertezze normative europee e alle preferenze di alcuni segmenti di clientela. Questa posizione duale conferma che la transizione verso il 100% elettrico avverrà per gradi, con i sistemi ibridi come ponte tecnologico durante il passaggio.