Clima di ottimismo sui mercati asiatici, dove gli investitori hanno accolto positivamente le dichiarazioni di Donald Trump sulla fine della guerra in Medio Oriente. La prospettiva di una de-escalation nel conflitto ha spinto gli operatori verso posizioni rialziste, generando una sessione all'insegna della ripresa per la maggior parte delle piazze della regione.

Tra i principali indici spicca la performance di Tokyo, che ha chiuso con un incremento del 2,88%, mentre Seul ha registrato un balzo ancora più consistente, attestandosi a +5,3%. Anche gli altri mercati del continente hanno partecipato al rialzo: Hong Kong ha guadagnato il 2%, Shanghai lo 0,65%, Shenzhen l'1,8% e Mumbai lo 0,5%. Per quanto riguarda le quotazioni ancora in corso di contrattazione, il trend positivo si conferma su tutte le piazze monitorate.

A sostenere l'euforia dei mercati contribuisce anche il movimento al ribasso del petrolio, che si è avvicinato alla soglia psicologica dei 90 dollari al barile. Una riduzione delle quotazioni energetiche che allevia le pressioni inflazionistiche e riduce le preoccupazioni su un possibile intervento restrittivo delle banche centrali mondiali.

Sul fronte valutario, la divisa giapponese mantiene stabilità rispetto al biglietto verde, fissandosi a quota 157,50 per un dollaro, mentre nei confronti dell'euro lo yen si posiziona a 183,30. Gli operatori continuano a monitorare con attenzione l'evoluzione dei prezzi delle materie prime energetiche, consapevoli che qualsiasi movimento significativo potrebbe influenzare le decisioni di politica monetaria a livello globale.