Le Borse europee ritrovano slancio dopo una fase di grande volatilità, trainata dal crollo verticale dei prezzi del greggio. Il barile di Brent ha subito una contrazione impressionante, passando da quasi 120 dollari della sessione precedente fino a sfiorare gli 80 dollari, per poi stabilizzarsi intorno ai 90 dollari. Un movimento al ribasso superiore al 30% in una sola giornata che riporta alla mente gli stessi giorni di marzo 2022, quando il conflitto russo-ucraino aveva scosso i mercati globali. L'andamento analogo si registra anche sul greggio americano (Wti), confermando il generale allentamento delle tensioni sul fronte energetico.
A provocare il cambio di direzione sono state le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha pubblicamente affermato come il conflitto con l'Iran potrebbe concludersi entro pochissimo tempo, non oltre questa settimana. Questa affermazione ha scaricato le pressioni speculative che da settimane mantenevano elevati i costi dell'energia. Tuttavia, Trump ha subito temperato l'ottimismo con un avvertimento pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social: qualora Teheran tentasse di interrompere il transito petrolifero attraverso lo Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti risponderebbero con una forza "venti volte superiore" rispetto agli interventi effettuati sinora. Un messaggio che sottolinea come il negoziato rimane precario e soggetto a brusche inversioni.
Sul mercato azionario italiano, l'attenzione si concentra sui titoli bancari, protagonisti del rimbalzo odierno. Il progetto di integrazione tra Monte dei Paschi e Mediobanca si avvicina a un momento cruciale, con i rispettivi consigli di amministrazione chiamati a pronunciarsi sulla fattibilità dell'operazione. Gli investitori attendono inoltre di conoscere i rapporti di cambio che caratterizzeranno questa possibile fusione. In coda alle preferenze del mercato si collocano i titoli del settore energetico, con Eni a soffrire più di altri per la riduzione dei margini legati al calo dei prezzi petroliferi.
Lo scenario rimane comunque delicato nonostante il rimbalzo odierno. Gli operatori continuano a monitorare costantemente l'evoluzione della situazione geopolitica e gli eventuali riflessi sulla crescita economica derivanti dalla crisi energetica. Nel calendario macro della giornata figurano i dati americani sull'occupazione (rapporto Adp) e le vendite di abitazioni già costruite relative al mese di febbraio. Gli sguardi rimangono però orientati verso i prossimi appuntamenti rilevanti: l'inflazione Usa di febbraio sarà comunicata mercoledì, mentre venerdì arriveranno le spese per consumi personali e il rapporto Jolts sulle posizioni di lavoro disponibili. Ogni dato potrà rivelarsi decisivo per confermano o meno il trend positivo di questa sessione.