Un nuovo gruppo di tecnici specializzati provenienti dal Ghana ha raggiunto il Friuli Venezia Giulia nelle scorse ore, portando a oltre 400 il numero totale di lavoratori occupati attraverso il Progetto Ghana, l'ambizioso programma di Confindustria Alto Adriatico che coniuga la formazione tecnica internazionale con le necessità concrete delle imprese locali. Si tratta di un risultato che testimonia la solidità di un'iniziativa nata con l'obiettivo di creare ponti concreti tra competenze professionali africane e fabbisogni del tessuto produttivo nordestino.

Il programma, che ha ricevuto il patrocinio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua inaugurazione in Africa, ha permesso di inserire personale qualificato presso colossi industriali come Fincantieri, Cimolai, Marine Interiors e Veolia, aziende che rappresentano l'eccellenza produttiva della regione. Questi inserimenti non sono frutto del caso, ma il risultato di un sistema strutturato che seleziona e prepara i candidati prima ancora che arrivino in Italia.

"Questo successo dimostra che è possibile costruire vere e proprie filiere internazionali della formazione in grado di rispondere concretamente alle necessità del settore manifatturiero", ha dichiarato Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico. "Il merito sta nella qualità della preparazione tecnica ricevuta, nella scelta oculata dei professionisti e nell'efficacia del loro inserimento all'interno delle strutture aziendali".

Il modello operativo si articola su più livelli: la preparazione tecnica è affidata alle Scuole Salesiane nel Paese di origine, mentre Umana SpA gestisce la fase di selezione delle competenze e l'accompagnamento vero e proprio nei luoghi di lavoro italiani. Un ruolo cruciale lo svolge inoltre la Ghana Nationals Association, che supporta il processo di integrazione sociale e culturale dei lavoratori nel nostro contesto nazionale, garantendo un inserimento non solo professionale ma umano.

Il programma rappresenta un esperimento riuscito di diplomazia economica e responsabilità sociale, dimostrando che è possibile rispondere alle carenze di personale qualificato nelle industrie locali mentre si creano opportunità di crescita e sviluppo per tecnici africani motivati e preparati.