La crisi geopolitica internazionale sta generando effetti a cascata sul comparto dell'edilizia italiana. Secondo l'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori, gli operatori del settore hanno iniziato a segnalare rincari anomali sui materiali da costruzione già nei giorni immediatamente successivi all'inizio delle tensioni nel Golfo. Il fenomeno, inizialmente sporadico, ha assunto proporzioni preoccupanti: le segnalazioni hanno raggiunto le centinaia nel giro di pochi giorni, coinvolgendo sia i derivati petroliferi come il bitume che altri materiali cruciali come l'acciaio.

Federica Brancaccio, presidente dell'Ance, ha riconosciuto positivamente l'impegno del Governo nel voler affrontare le dinamiche speculative innescate dalle tensioni internazionali. Ha però sottolineato un'importante lacuna: gli interventi governativi finora annunciati si concentrano su carburanti e costi energetici, tralasciando una vasta categoria di materie prime edili che non sono soggette ad accise. "Gli aumenti riguardano tutto ciò che deve essere trasportato e buona parte della filiera costruttiva", ha spiegato Brancaccio, evidenziando come questa situazione rischia di compromettere il rispetto dei cronoprogrammi dei lavori finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Per affrontare il problema, l'Ance propone di riproporre uno strumento già sperimentato durante la guerra in Ucraina: un meccanismo che sterilizzi gli incrementi di gettito fiscale generati dall'aumento dei prezzi delle materie prime. L'associazione chiede di estendere questo approccio a tutte le commodity che subiscono effetti diretti o indiretti dalla situazione critica in corso. Secondo l'Ance, si tratta di una soluzione con un impatto fiscale contenuto e facilmente quantificabile, che non comporterebbe rischi di dispersione di risorse pubbliche.

La presidente ha inoltre apprezzato la disponibilità dimostrata dal ministro Giorgetti nel promuovere un coordinamento a livello europeo per affrontare congiuntamente questi squilibri di mercato. L'urgenza della questione è certificata dall'ampiezza delle segnalazioni: le imprese del settore stanno fronteggiando pressioni economiche significative proprio mentre devono garantire il completamento dei progetti legati ai fondi comunitari entro le scadenze previste. Un doppio vincolo che rischia di mettere a dura prova la sostenibilità economica di molte aziende.