L'Italia continua a fare i conti con un divario salariale significativo tra uomini e donne. Secondo l'indagine condotta da ODM Consulting (parte di Gi Group Holding), le donne percepiscono retribuzioni inferiori del 10,4% rispetto ai colleghi maschi, indipendentemente dal livello di inquadramento. Un dato che evidenzia come le aziende italiane abbiano ancora strada da percorrere per raggiungere una vera parità economica nei luoghi di lavoro.
La forbice si apre soprattutto nei livelli operai, dove il divario raggiunge il -12,3%. Seguono i dirigenti con il -10,6% e gli impiegati con il -10%. Solo tra i quadri la differenza si riduce al -5,7%. Quando però si analizzano le stesse posizioni all'interno delle organizzazioni, il gap si ridimensiona notevolmente, oscillando tra il -1,5% e il -4,5%. Interessante notare che tra gli amministratori delegati il divario praticamente scompare, attestandosi allo 1,3%, suggerendo che una volta raggiunta la vetta della gerarchia aziendale, le retribuzioni si equiparano.
Ma la questione va ben oltre gli stipendi. La ricerca mette in luce un squilibrio strutturale nel mercato del lavoro italiano: benché le donne rappresentino il 51% della popolazione in età lavorativa (15-64 anni), costituiscono appena il 42,1% dei lavoratori occupati. Il tasso di occupazione femminile si ferma al 53,3%, quasi 18 punti percentuali sotto quello maschile e 13 punti sotto la media europea. Al contrario, l'inattività femminile raggiunge il 42,4%, ben 18 punti sopra quella degli uomini.
I dati rivelano inoltre come le responsabilità familiari continui a ricadere principalmente sulle donne: il 70% del lavoro di cura non retribuito è svolto da loro, con il 76,2% dei lavoratori part-time che è donna. Meno della metà delle madri tra i 25 e i 34 anni risulta occupata, e una donna su due nella fascia 18-24 anni considera la maternità un ostacolo per la carriera. Nei consigli di amministrazione delle società quotate, la presenza femminile ha raggiunto il 43% grazie alla Legge n. 160/2019, ma le donne ricoprono solo il 2,2% delle cariche di amministratore delegato e il 3,5% di presidente.
L'analisi di ODM Consulting evidenzia anche uno squilibrio settoriale: le donne rappresentano solo il 39,1% dei laureati in materie scientifiche e tecnologiche, mentre dominano (oltre il 50%) nei settori sanitario, assistenziale, educativo e immobiliare. Questi dati complessivi fotografano un'Italia dove le donne, pur rappresentando la metà della popolazione attiva, faticano a integrarsi pienamente nel mercato del lavoro e continuano a guadagnare significativamente meno dei colleghi uomini.