Lo scenario dei carburanti nel nostro Paese presenta forti differenze tra i principali operatori del settore. Analizzando la situazione nelle reti di distribuzione di Eni, Tamoil, Q8 e Ip emerge che il colosso energetico italiano Eni riesce a mantenersi in vantaggio sotto il profilo dei listini: la benzina viene proposta a 1,78 euro al litro, mentre il gasolio ferma a 1,94 euro. Dati aggiornati a questa mattina secondo l'Osservaprezzi carburanti del Ministero dell'Industria.

Al polo opposto della competizione si collocano i distributori Ip, che oggi espongono i cartellini più salati della quattro grandi: il gasolio raggiunge 2,05 euro al litro e la benzina si ferma a 1,83 euro. Una differenza apparentemente contenuta rispetto ai competitor, ma che pesa comunque sui portafogli degli automobilisti italiani costretti a fare il pieno.

Guardando l'evoluzione dei prezzi dall'inizio del conflitto in Ucraina, emerge un dato interessante: Eni ha registrato gli aumenti più moderati, attestandosi su +19 centesimi per il gasolio e +9 centesimi per la benzina. All'opposto, Tamoil ha subito le pressioni più significative, con rincari di 34 centesimi sul gasolio (attualmente a 2,05 euro) e 15 centesimi sulla benzina (1,81 euro al litro).

La rete Q8 si posiziona in territorio intermedio, con quotazioni di 2,04 euro al litro per il gasolio e 1,80 euro per la benzina. I dati confermano come la volatilità geopolitica continui a generare effetti diffusi e differenziati sulla catena dei rifornimenti nazionale, con benefici di prezzo che non si distribuiscono in modo uniforme tra i consumatori, a prescindere dalla stazione di servizio scelta.