Una storia che ha dei contorni quasi incredibili quella che arriva dall'Austria. A Linz, città situata a circa 180 chilometri a ovest di Vienna, le autorità giudiziarie hanno deciso di sequestrare un aereo di Ryanair del valore di decine di milioni di euro per garantire il pagamento di una somma pari a 890 euro. Il velivolo è rimasto bloccato sulla pista con un'etichetta di sequestro apposta dal tribunale, esattamente come accade per le automobili o gli immobili sottoposti a pignoramento.

Le origini della vicenda risalgono all'estate del 2024. Una passeggera aveva prenotato un volo verso Palma di Maiorca con il vettore irlandese, ma il viaggio è stato caratterizzato da un ritardo superiore alle 13 ore. Stanca dell'attesa e dell'incertezza, la donna ha deciso di acquistare autonomamente un altro biglietto aereo per raggiungere la destinazione con i suoi accompagnatori. La spesa complessiva, includendo i costi aggiuntivi e gli interessi maturati, ha raggiunto la cifra di 890 euro. Nonostante i numerosi solleciti inoltrati alla compagnia, il rimborso dovuto non è mai arrivato. Di fronte all'inerzia di Ryanair, la passeggera ha affidato il caso a un avvocato che ha avviato un procedimento legale.

Il tribunale locale ha dato ragione alla ricorrente e ha autorizzato il sequestro preventivo di un velivolo della compagnia come strumento per garantire il recupero della somma dovuta. L'ufficiale giudiziario, recatosi sulla pista di Linz per eseguire il provvedimento, ha tentato una strada alternativa: chiedere direttamente al comandante del volo di saldare il debito sul posto con contanti. L'iniziativa si è però rivelata infruttuosa poiché l'equipaggio ha spiegato che tutti i pagamenti avvengono esclusivamente tramite carta di credito, senza disponibilità di denaro liquido a bordo.

Il risultato è che il mezzo aereo rimane attualmente sotto sequestro. Secondo quanto dichiarato all'emittente televisiva pubblica austriaca Orf e ripreso dal quotidiano regionale Oberosterreichische Nachrichten, l'avvocato della passeggera ha sottolineato che qualora Ryanair non provveda al pagamento del debito entro un periodo ragionevole, l'aeroplano potrebbe essere messo all'asta. Una prospettiva che, pur sembrando paradossale, rappresenta il meccanismo legale ordinario quando i debitori non ottemperano agli obblighi imposti dalle sentenze. La vicenda, con i suoi contorni surreali, mette in luce la determinazione delle autorità giudiziarie austriache nell'applicare le normative sulla tutela dei consumatori e il rimborso dei diritti violati nel settore aereo, anche quando questo significa sequestrare asset di considerevole valore.