Le piazze finanziarie europee accusano una battuta d'arresto dopo il rimbalzo della giornata precedente. Parigi, Francoforte, Amsterdam e Milano registrano perdite, mentre i mercati internazionali si interrogano su due questioni cruciali: l'escalation delle tensioni nel Medio Oriente e il quadro inflazionistico degli Stati Uniti. Gli indici americani mostrano una leggera spinta al rialzo nei contratti future, sostenuti dall'ottimismo generato dai conti positivi di Oracle nel dopo-borsa di Wall Street, che alimenta nuovamente le speranze nel settore dell'intelligenza artificiale. Tuttavia, a Wall Street si contano comunque più rialzi che ribassi dal momento in cui le ostilità tra Iran e Occidente si sono intensificate.

La situazione geopolitica rimane il principale motore dell'incertezza sui mercati. Gli scontri tra le parti in causa si moltiplicano quotidianamente, con particolare preoccupazione per lo Stretto di Hormuz, fondamentale arteria commerciale mondiale. Recentemente, una nave cargo è stata colpita in quella zona, innescando un incendio e costringendo l'equipaggio all'evacuazione, secondo quanto riportato dalle autorità britanniche di sicurezza marittima. Questi sviluppi mantengono i prezzi dell'energia sotto pressione, con il greggio Brent che ha recuperato la soglia dei 90 dollari al barile.

Sul fronte macroeconomico, tutti gli operatori attendono i dati sull'inflazione americana in arrivo nel pomeriggio, un indicatore chiave insieme al Pce di venerdì per decifrare le prossime mosse della Federal Reserve. I numeri occupazionali della scorsa settimana hanno sorpreso negativamente, registrando un rallentamento considerevole rispetto alle attese, un segnale che tradizionalmente spinge verso tagli dei tassi. Tuttavia, il quadro è complicato: l'escalation mediorientale potrebbe alimentare le pressioni sui prezzi, inducendo la banca centrale americana alla prudenza. Secondo i dati del Cme Watch, il mercato oggi prezza con quasi certezza assoluta il mantenimento dei tassi invariati (99,4%), un cambio di scenario rispetto a un mese fa quando si stimava una riduzione di 25 punti base al 18%.

A Piazza Affari, il riflettore si concentra su due titoli: Monte dei Paschi e Mediobanca. Ieri i rispettivi consigli di amministrazione hanno confermato il via libera al progetto di fusione, che comporterà l'uscita dal listino di Piazzetta Cuccia. Lo scambio è stato stabilito a 2,45 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca, un rapporto che rappresenta uno snodo cruciale per gli azionisti di entrambi gli istituti.

Sul fronte energetico, petrolio e gas naturale evidenziano un quadro contrastante. I futures sul Wti a scadenza aprile guadagnano lo 0,2%, salendo a 83,62 dollari al barile, mentre resta alta l'attenzione sugli sviluppi geopolitici. L'Agenzia Internazionale dell'Energia si prepara intanto a un rilascio record dalle proprie riserve strategiche, una mossa classica per contenere le volatilità. Nel frattempo, l'euro recupera terreno e si posiziona sopra quota 1,16 dollari, mentre l'oro rimane pressoché stabile.