Seduta difficile oggi per il listino milanese, che non riesce a sottrarsi al pessimismo che caratterizza gli scambi europei. L'indice principale accusa una flessione dello 0,9%, con il settore finanziario che continua a rappresentare il principale fattore di debolezza. Unicredit arretra del 2,2%, seguita da Intesa Sanpaolo che cede l'1,5%, mentre Banco Bpm registra una perdita più contenuta dello 0,5%.

L'unica eccezione al clima negativo arriva dalla grande operazione di concentrazione bancaria annunciata nei giorni scorsi. Mediobanca e Monte dei Paschi si muovono in territorio positivo rispettivamente con il +2,3% (a 16,55 euro) e il +1,1% (a 7,47 euro), beneficiando del via libera definitivo alla loro fusione. Il concambio stabilito fissa il rapporto a 2,45 azioni del Monte per ogni titolo della banca di Piazzetta Cuccia, una notizia che riaccende gli entusiasmi dopo settimane di trattative.

Al di fuori del comparto bancario i segnali rimangono prevalentemente negativi. Leonardo cede il 2%, Azimut arretra dell'1,3% e Stellantis scende dell'1,2%. Nel settore assicurativo Generali perde l'1,2% in attesa della presentazione dei risultati domani, mentre Unipol cede l'1%. Tra i pochi titoli in rialzo figurano Nexi e Bper che guadagnano lo 0,4%, Saipem e Tenaris ferme sul +0,3%, Ferrari marginalmente positiva con lo 0,1%.

Sul versante dei titoli di Stato la situazione rimane stabile. Lo spread tra i nostri Btp e i Bund tedeschi si assesta a 69 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,57%. Un dato che segnala fiducia negli asset italiani nonostante le turbolenze sui mercati azionari.

La seduta di oggi conferma la volatilità che caratterizza i mercati finanziari in questa fase, con gli investitori che continuano a prestare particolare attenzione alle dinamiche del settore bancario e alle operazioni straordinarie che potrebbero modificare la struttura del sistema creditizio italiano.