Un tribunale della California ha sbarrato la strada a Perplexity, imponendo il blocco immediato della funzionalità di acquisto automatico sul sito di Amazon attraverso Comet, il suo innovativo browser dotato di intelligenza artificiale. La decisione della giudice Maxine Chesney rappresenta una vittoria significativa per il gigante dell'e-commerce, che aveva intentato causa contro la startup californiana a inizio novembre 2025, accusandola di violare le leggi sulla sicurezza informatica e di accedere senza autorizzazione agli account protetti dei clienti.
Perplexity aveva lanciato Comet lo scorso luglio presentandolo come una soluzione rivoluzionaria: il browser agente poteva infatti individuare prodotti, accedere automaticamente ai profili Amazon utilizzando le credenziali memorizzate e completare gli acquisti con un semplice clic di conferma da parte dell'utente. Secondo Amazon, il sistema operava in modo furtivo, mascherandosi come Google Chrome e violando sia i termini di servizio della piattaforma che due leggi federali cruciali: il Computer Fraud and Abuse Act e il Comprehensive Computer Data Access and Fraud Act. L'azienda di Seattle aveva sottolineato inoltre i rischi concreti legati alla sicurezza dei dati sensibili.
Perplexity aveva replicato alle accuse denunciando quella che a suo dire era una strategia di boicottaggio da parte di Amazon, affermando che il colosso del retail intendeva proteggere i propri interessi pubblicitari e i risultati sponsorizzati, impedendo così agli utenti di accedere a servizi alternativi. Tuttavia, la corte ha ritenuto le prove presentate da Amazon sufficientemente solide: la sentenza preliminare stabilisce che Perplexity deve cessare immediatamente l'accesso non autorizzato ai conti protetti e provvedere all'eliminazione di tutti i dati raccolti illegittimamente. L'azienda ha sette giorni di tempo per presentare ricorso.
Amazon ha commentato la decisione esprimendo soddisfazione: "L'ingiunzione rappresenta un passo cruciale per tutelare l'affidabilità dell'esperienza di acquisto sui nostri servizi". Dall'altro lato, un rappresentante di Perplexity ha dichiarato che continuerà a difendere il diritto degli utenti di scegliere liberamente quali strumenti di intelligenza artificiale utilizzare, in un possibile riferimento a Rufus, l'assistente AI sviluppato direttamente da Amazon. Lo scontro legale si preannuncia come uno dei primi grandi conflitti giudiziari dell'era dei browser intelligenti, sollevando importanti questioni sulla libertà d'accesso ai servizi online e sulla protezione dei dati personali.