Una confessione sorprendente arriva dal cuore della storia videoludica: Hideki Kamiya, figura centrale nella definizione del genere survival horror contemporaneo, non riesce a godersi i giochi horror perché lo terrorizzano. Durante una sessione di gioco con il suo team presso lo studio Clovers, Kamiya ha espresso il desiderio di una versione "meno spaventosa" di Resident Evil Requiem, il nuovo capitolo della celebre saga di Capcom. La dichiarazione, colta nel mezzo di una discussione sul nuovo titolo, ha sorpreso i colleghi per la sua sincerità disarmante.
Secondo quanto riportato, Kamiya ha dettagliato con precisione la sua visione alternativa: uno scenario in cui gli zombie assumerebbero sembianze affabili, i tradizionali spruzzi di sangue si trasformerebbero in petali di ciliegio, e la colonna sonora diventerebbe allegra e rilassante. L'elemento cruciale della proposta riguarda il mantenimento integrale della struttura ludica, basata su puzzle complessi ed esplorazione ambientale. Quando un membro del team ha sottolineato come simile modifica contraddirebbe l'identità stessa del franchise, Kamiya ha replicato con caustica sincerità: l'interesse risiede nei meccanismi di gioco, non nell'atmosfera terrorizzante.
La questione assume toni ancora più personali nella confessione successiva del director: i giochi della serie lo spaventano così profondamente da impedirgli di dormire da solo durante la notte. Kamiya ha esteso questa considerazione a tutti coloro che condividono la sua sensibilità, riconoscendo che per persone con questa predisposizione il genere horror rimane inaccessibile nonostante l'interesse verso gli aspetti ludici. Nel contesto della discussione, Kamiya ha anche notato come il protagonista Leon Kennedy appaia nel nuovo capitolo con un'età più avanzata rispetto ai capitoli precedenti.
Il momento storico in cui questa dichiarazione emerge non è casuale: Resident Evil Requiem ha raggiunto la cifra di 5 milioni di copie distribuite nel giro di soli sette giorni dal lancio, confermando il vigore del franchise. Su Steam, il titolo ha stabilito un primato assoluto per il numero simultaneo di giocatori nella storia dell'intera serie, segnale tangibile della vitalità commerciale del marchio Capcom.
Per quanto la proposta di Kamiya possa sembrare ludica e ironica, la questione sottostante tocca un tema rilevante nell'industria contemporanea: l'accessibilità nei giochi horror. Produzioni recenti come il remake di Dead Space hanno già implementato sistemi che permettono ai giocatori di modulare l'intensità dell'esperienza, dimostrando che esiste una platea concreta di persone interessate a esplorare ambienti e meccaniche horror senza l'elemento di terrore psicologico. La provocazione di Kamiya, sebbene espressa con tono scherzoso, tocca un nervo sensibile nella discussione più ampia sull'inclusività nel medium videoludico.