Meta intensifica la guerra alle truffe online, annunciando una serie di nuove funzioni di protezione pensate per blindare WhatsApp, Facebook e Messenger dai malintenzionati. La mossa arriva dopo un bilancio impressionante: nel 2025 la piattaforma ha disattivato quasi 11 milioni di account collegati a reti criminali e rimosso 159 milioni di pubblicità fraudolente. Numeri che riflettono l'entità del problema, ma che sollevano anche interrogativi sulla reale portata dei raggiri nel momento in cui si è deciso di affrontarli con questa determinazione.

Le novità arrivano su tre fronti simultaneamente. Su Facebook è in fase di test un sistema di avvisi che si attiva quando si riceve una richiesta di amicizia potenzialmente sospetta. Il software analizza una serie di indicatori rossi: assenza di contatti in comune, provenienza geografica distante dalla propria, oppure un profilo creato di recente. Cruciale è che l'avviso non blocca in automatico la richiesta, bensì invita l'utente a riflettere prima di accettare, fornendogli le informazioni necessarie per una valutazione consapevole.

WhatsApp riceve protezioni ancora più specifiche, indirizzate contro uno dei raggiri più insidiosi: il furto di account tramite scansione di codici QR malevoli. I criminali convincono le vittime a fotografare codici QR spacciandoli come strumenti di verifica dell'identità o controllo dell'account, quando in realtà permettono l'accesso remoto a tutti i messaggi e ai dati personali. La piattaforma di messaggistica immediata implementerà avvisi che segnalano il tentativo e rivelano l'origine della richiesta di collegamento dispositivo. Anche Messenger riceve un upgrade, con l'espansione del rilevamento automatico di pattern fraudolenti a un numero crescente di paesi nel corso del mese. Il sistema mira a identificare schemi ricorrenti, come offerte di lavoro dubbie provenienti da sconosciuti, avvisando gli utenti prima che la comunicazione avanzi troppo.

Accanto alle difese tecniche, Meta sta svolgendo un lavoro di bonifica nel settore pubblicitario. L'azienda ha fissato l'ambizioso target del 90% di ricavi pubblicitari generati da inserzionisti sottoposti a verifica entro il termine dell'anno, rispetto all'attuale 70%. L'attenzione è concentrata sulle categorie considerate ad alto rischio, mentre le attività a basso profilo criminale, come i piccoli esercizi commerciali locali, continueranno a rappresentare il restante 10% senza restrizioni eccessivamente gravose.

Ma il quadro complessivo rimane preoccupante. Meta stessa riconosce che il fenomeno delle truffe non solo si allarga numericamente, ma diventa anche progressivamente più sofisticato e professionale. Non si tratta più di singoli malfattori isolati, ma di veri e propri network criminali strutturati come organizzazioni aziendali, prevalentemente concentrati nel Sud-est asiatico, che operano con la divisione dei compiti e l'efficienza di aziende legittime. Una recente operazione congiunta con la polizia tailandese ha disattivato 150mila account in una sola mossa e condotto a 21 arresti, evidenziando quanto capillare sia diventata questa infrastruttura criminale digitale.