La scadenza del supporto a Windows 10 prevista per ottobre 2025 rappresenta un problema concreto per decine di milioni di utenti in tutto il mondo. Tutti i computer non in grado di soddisfare i requisiti di Windows 11 rischiano di diventare inutilizzabili dal punto di vista software, nonostante l'hardware continui a funzionare perfettamente. Questo fenomeno di obsolescenza programmata sta alimentando una crescente crisi di rifiuti elettronici, spingendo le aziende tech a cercare alternative sostenibili e accessibili per preservare il ciclo di vita dei dispositivi.

Google ha deciso di affrontare il problema di petto attraverso una collaborazione con Back Market, la piattaforma specializzata nella compravendita di prodotti ricondizionati. L'iniziativa prevede la distribuzione di una semplice chiavetta USB al costo irrisorio di soli 3 dollari, capace di installare ChromeOS Flex su vecchi laptop e computer desktop. La prima fase è definita come progetto pilota: Back Market produrrà inizialmente 3.000 unità, che verranno messe in commercio a partire dal 30 marzo. Se i dati di adozione risulteranno incoraggianti, l'azienda prevede di aumentare drasticamente i volumi di produzione per soddisfare la domanda potenziale.

ChromeOS Flex rappresenta una versione leggera del sistema operativo di Google, specificamente ottimizzata per hardware datato e poco potente. Il sistema scarica il grosso del lavoro computazionale sui server cloud dell'azienda, una soluzione intelligente soprattutto per dispositivi con processori e memoria RAM obsoleti. Rispetto alla versione standard di ChromeOS, Flex presenta alcune limitazioni, come l'assenza del supporto alle app Android, ma mantiene intatte tutte le funzionalità essenziali per lavorare, navigare in rete e gestire i compiti quotidiani. Google fornisce un elenco ufficiale di modelli certificati per garantire la compatibilità completa.

L'ambito di applicazione di questa soluzione si rivela più vasto del previsto. Oltre ai PC Windows incompatibili con il nuovo sistema operativo Microsoft, ChromeOS Flex funziona anche su la maggior parte dei Mac equipaggiati con processori Intel, cioè tutti i modelli prodotti prima che Apple introducesse i propri chip della serie M. Questo apre opportunità interessanti anche per i proprietari di MacBook e iMac Intel, che altrimenti vedrebbero limitato il supporto alle versioni più recenti di macOS.

Alexander Kuscher, dirigente senior presso Google, ha spiegato il senso complessivo dell'iniziativa: "Un numero enorme di laptop si trova in prossimità della scadenza del supporto ai sistemi operativi attuali, benché gli apparecchi siano ancora pienamente funzionanti. Con ChromeOS Flex e questo progetto pilota offriamo agli utenti un percorso concreto e sostenibile per controllare nuovamente i loro dispositivi e allungarne la vita, risparmiando denaro e contribuendo a limitare i rifiuti elettronici non necessari." Il target dell'iniziativa spazia dai singoli utenti alle istituzioni scolastiche, dai piccoli commercianti alle imprese, coprendo una base molto ampia di potenziali beneficiari al di là del tradizionale pubblico tech-savvy.