Donut Lab continua a difendersi dalle polemiche che circondano la sua tecnologia di batteria allo stato solido. Dopo aver già dimostrato velocità di ricarica straordinarie e resistenza a temperature elevate, la società ha ora pubblicato i risultati di una nuova serie di test per confutare chi sostiene che il suo prodotto sia in realtà un supercondensatore mascherato. I risultati, ottenuti attraverso verifiche di laboratorio indipendenti, sembrano giocare a favore degli ingegneri finlandesi.
Il test fondamentale ha analizzato come si comporta la cella quando rimane inattiva nel corso dei giorni. I ricercatori hanno caricato la batteria al 50% della sua capacità e l'hanno lasciata collegata a strumenti di misurazione sofisticati per dieci giorni consecutivi, senza sottoporla a ulteriori cicli di carica o scarica. Durante questo periodo, il sistema ha registrato la tensione ogni dieci secondi, generando una curva di scarica estremamente precisa. Questo approccio metodico è cruciale perché rappresenta il punto debole dei supercondensatori, che tradizionalmente perdono energia molto rapidamente quando non vengono utilizzati.
"La batteria Donut si comporta esattamente come una batteria convenzionale e riesce a mantenere la carica per un periodo decisamente più lungo" ha spiegato Ville Piippo, responsabile dell'area tecnologica di Donut Lab. I dati raccolti mostrano che dopo le prime dieci ore la tensione della cella raggiunge una fase iniziale di stabilizzazione, per poi continuare a calare in modo lento e graduale nei giorni seguenti. Questo andamento corrisponde al comportamento tipico di una vera batteria elettrochimica, completamente diverso da quello che si osserverebbe con un supercondensatore.
Prima di iniziare il test sulla stabilità, il team ha eseguito una verifica di capacità standard per garantire che la cella testata avesse le stesse caratteristiche dei campioni analizzati in precedenza. Al termine dei dieci giorni di inattività, gli scienziati hanno completamente scaricato la batteria e misurato l'energia ancora disponibile. I numeri hanno confermato che la diminuzione di tensione osservata nel lungo periodo corrispondeva esattamente all'energia residua effettivamente contenuta nel dispositivo.
La sequenza di test che Donut Lab sta conducendo rappresenta una strategia comunicativa mirata a consolidare la credibilità della sua tecnologia rivoluzionaria. Mentre il mercato delle batterie allo stato solido rimane un campo affollato di promesse e speculazioni, l'azienda sembra determinata a fornire prove concrete del funzionamento del suo prodotto. Tuttavia, rimangono ancora aperte le domande sulla disponibilità commerciale e sui costi di produzione in larga scala.