La spirale dei rincari nel settore mobile continua senza sosta. OPPO e OnePlus hanno annunciato che a partire dalla mezzanotte del 16 marzo 2026 aumenteranno il prezzo di diversi modelli di smartphone già disponibili sul mercato. La decisione arriva dopo quella di altri big del settore, da Samsung a Xiaomi fino a vivo, e rappresenta l'ennesimo colpo subito dai consumatori alle prese con dispositivi sempre più costosi.
A causare questo rincaro generalizzato è la drammatica impennata dei costi di componenti fondamentali, in particolare la memoria RAM ad alte prestazioni e lo storage flash. Questo fenomeno, ormai battezzato "RAMmageddon", si protrae dall'inizio dell'anno e secondo gli analisti proseguirà almeno fino al 2026. La responsabilità ricade in gran parte sull'esplosione della domanda di memoria dedicata ai sistemi di intelligenza artificiale: i principali produttori di chip hanno infatti riorientato la loro produzione verso componenti ad altissime prestazioni destinate alle aziende tech che sviluppano modelli AI, relegando il mercato consumer in secondo piano. Con margini di guadagno inferiori, il segmento tradizionale degli smartphone ha visto assottigliarsi drasticamente le disponibilità di memoria.
OPPO, che controlla OnePlus, ha ufficializzato la mossa sostenendo che "in risposta all'aumento dei costi di diversi componenti chiave, tra cui lo storage ad alta velocità", ha ritenuto necessario adeguare i listini "per continuare a garantire un'eccellente qualità del prodotto e un'esperienza utente eccellente". L'aumento interesserà i modelli OnePlus e le serie A e K del marchio OPPO, mentre rimangono esclusi i flagship delle linee Find, Reno e i tablet OPPO Pad. Non è stato specificato quali mercati geografici saranno coinvolti dal rincaro. Nel frattempo, è atteso per la fine di marzo il lancio del nuovo OnePlus 15T.
La crisi non risparmia nemmeno il segmento dei computer. Framework, società californiana specializzata in notebook e desktop modulari, ha confermato il quinto aumento dei prezzi in soli quattro mesi. La memoria DDR5 ha raggiunto i 13-18 dollari per gigabyte, spingendo l'azienda a ritoccare verso l'alto sia i listini dei portatili che quello dei PC fissi, con possibili incrementi anche sui processori Intel. Secondo le stime di TrendForce, il combinato disposto di rialzi su RAM, SSD e CPU potrebbe tradursi in aumenti fino al 40% per notebook entry-level intorno ai 900 dollari entro la fine del 2026. Gli esperti suggeriscono di attendere il 2027 per sperare in un ritorno alla normalità dei prezzi.