Lo sport italiano sta attraversando un momento di splendore costellato di risultati storici, benché il calcio continui a rappresentare un'eccezione preoccupante nel quadro generale positivo. Nelle ultime settimane, le vittorie della nazionale di baseball e della squadra di rugby hanno confermato come l'atletica tricolore sappia eccellere anche al di là dei confini tradizionali del pallone.

L'ultimo capitolo di questo straordinario momento risale alla World Baseball Classic disputatasi presso lo stadio Daikins di Houston, in Texas, dove l'Italia ha realizzato un'impresa memorabile: sconfiggere gli Stati Uniti con un punteggio finale di 8-6. A rendere ancora più prestigiosa questa vittoria è il fatto che la squadra americana era composta interamente da atleti provenienti dalla Major League, il campionato professionistico di massimo livello mondiale. Sebbene il Wbc sia un torneo su invito, esso viene universalmente riconosciuto come un Mondiale effettivo dal 2011, anno in cui è cessata la disputa della Coppa del Mondo ufficiale della disciplina.

Su un piano altrettanto glorioso, la nazionale italiana di rugby ha colto vittorie di significato storico contro l'Inghilterra, mentre a livello olimpico, grazie alle 30 medaglie conquistate a Milano Cortina, l'Italia ha dimostrato di possedere un sistema sportivo che funziona e compete ai massimi livelli internazionali.

Ben diversa è la situazione nel calcio, dove le luci si sono progressivamente spente. La nazionale vede minacciata la stessa qualificazione ai playoff mondiali, trovandosi costretta a giocare sul filo dei margini minimi. Parallelamente, le compagini italiane continuano a deludere in Champions League, dove la competitività europea rimane un miraggio sempre più lontano. Gli addetti ai lavori individuano responsabilità significative negli atenei e nei dirigenti calcistici: molti club operano con bilanci al collasso, e l'egoismo gestionale ha prevalso su logiche di programmazione unitaria che potrebbe giovare all'intero sistema calcistico nazionale.