Partecipare a un festival musicale quando si ha una disabilità non significa solo affrontare ostacoli fisici nei luoghi dell'evento. La vera discriminazione inizia molto prima, dal momento in cui si accede al sito ufficiale della manifestazione. È quanto emerge da un'indagine condotta da Caratteri Cubitali, associazione che monitora l'accessibilità culturale in Italia: più della metà dei 100 festival analizzati (il 51%) non dedica nemmeno una pagina web alle informazioni essenziali per le persone con disabilità.

Lo studio, intitolato "Non c'è, non si trova, non esiste", porta la firma del progetto Lato A – Il lato Accessibile della musica, nato nel 2022 da un'esigenza concreta. "Abbiamo partito dall'esperienza diretta di chi prova a partecipare a un festival e scopre che la prima barriera non è un gradino o la folla, ma l'assenza totale di informazioni", spiegano Simone Riflesso, presidente dell'associazione, e Giada Pierallini, coordinatrice del progetto. Decine di persone con diverse disabilità hanno condiviso frustrazioni molto simili: il desiderio di partecipare agli stessi eventi culturali dei loro coetanei, ostacolato dalla sensazione di essere completamente ignorate nella fase organizzativa.

L'indagine ha scoperto quello che gli esperti chiamano il "paradosso del last minute": mentre molte persone con disabilità richiedono settimane o addirittura mesi di preavviso per organizzarsi, le informazioni cruciali per accedere agli eventi vengono pubblicate spesso solo nei giorni immediatamente precedenti l'inizio della manifestazione. Tra aprile e novembre 2025 sono stati esaminati 100 festival prevalentemente all'aperto (79%), distribuiti soprattutto in Toscana (14 eventi), Lombardia (10), Emilia Romagna e Piemonte (9). La durata media era di quattro giorni. Le schede sono state compilate due giorni prima dell'avvio di ciascuna manifestazione da un team di nove volontari con profili eterogenei: alcuni esperti di accessibilità per professione, altri con disabilità personale, altri ancora studenti che affrontano questi temi.

Il senso di esclusione sperimentato dalle persone con disabilità nasce proprio da questa frattura: non è una questione di mancanza di volontà a partecipare, ma di negazione sistematica del diritto all'informazione in tempo utile. "Volevano semplicemente accedere agli stessi spazi pubblici, culturali e ricreativi degli altri cittadini, ma si sono sentite ignorate perché la loro condizione non veniva nemmeno presa in considerazione nella comunicazione", sottolineano i coordinatori. L'indagine conferma che l'accessibilità culturale non è un tema secondario o una questione di "servizi aggiuntivi", ma il fondamento stesso di una partecipazione democratica alla vita culturale del paese.