Il mercato dei chatbot basati su intelligenza artificiale continua a trasformarsi rapidamente, con equilibri che cambiano mese dopo mese. Un nuovo rapporto pubblicato da Similarweb analizza i dati di traffico web dei principali assistenti AI, tracciando una mappa piuttosto eloquente della competizione che caratterizza questo segmento ancora giovane ma in tumultuosa crescita.

ChatGPT di OpenAI rimane saldamente in vetta, forte del vantaggio competitivo di essere arrivato per primo e di aver letteralmente inventato il genere dei chatbot conversazionali su larga scala. A febbraio il servizio ha catturato il 61,7% del traffico totale verso piattaforme AI. Tuttavia, i numeri raccontano una storia meno tranquillizzante per la società newyorkese: in soli tre mesi ha perso il 4,1% di quota, mentre il confronto anno su anno è ancora più preoccupante, con un declino del 14%. OpenAI prova a contenere l'emorragia puntando su integrazioni strategiche, come l'introduzione del generatore di video Sora all'interno di ChatGPT, tentativo esplicito di attrarre nuovi utenti e trattenere quelli esistenti.

Dopo ChatGPT, il panorama è ben più frammentato. Google Gemini occupa la seconda posizione con il 24,4%, grazie a una crescita straordinaria che tocca il 18,7% su base annuale e il 3,7% al mese. Un balzo impressionante che suggerisce come l'integrazione della tecnologia nei servizi Google stia finalmente decollando. A seguire troviamo Grok di xAI, la piattaforma legata a Elon Musk, con il 3,4% di quota e una stabilità relativa rispetto agli inizi del 2025. Claude di Anthropic condivide la medesima percentuale, ma mostra una dinamica positiva con un guadagno mensile dell'1,3% che lascia presagire ulteriori progressioni. DeepSeek, la soluzione cinese, si posiziona al 3,2%, mentre Perplexity raccoglie l'1,8% del traffico.

Un caso particolare merita Copilot di Microsoft, il chatbot della casa di Redmond che stenta a decollare nonostante gli sforzi promozionali: fermo all'1,1% di quota, ha persino perso lo 0,1% nel mese precedente. Ciò contrasta nettamente con le dichiarazioni ottimistiche dei vertici Microsoft e con i tentativi di integrazione capillare del tool all'interno dei propri ecosistemi software.

È opportuno sottolineare che le metriche di Similarweb, basate unicamente sul traffico web, non catturano l'intero quadro. Miliardi di interazioni avvengono tramite applicazioni mobili, API e integrazioni dirette nei servizi, dimensioni completamente assenti da questa analisi. Inoltre, il volume di traffico non riflette necessariamente la qualità delle risposte o l'effettivo valore dei servizi. Nonostante questi limiti metodologici, il rapporto fornisce comunque uno spaccato significativo delle dinamiche competitive nel settore, evidenziando come il predominio di ChatGPT, sebbene ancora massiccio, sia tutt'altro che blindato.